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Abolizione monete da 1 e 2 centesimi dal 2018: conviene, ma c’è rischio rincari

Scritto il alle 18:14 da Redazione Finanza.com

Monete 2 centPossibile addio, a partire dal primo gennaio 2018, alle monete da 1 e 2 centesimi. E’ la proposta contenuta in uno dei tanti emendamento alla manovra-bis. Primo firmatario della proposta è Sergio Boccadutri del Pd, con il risparmio derivante dallo stop al conio che sarebbe destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato. La proposta prevede che, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro il primo settembre 2017, verranno stabilite le modalità attraverso cui i pagamenti effettuati in contanti sono arrotondati nel periodo di sospensione.

L’abolizione delle monetine da 1 e 2 centesimi era già arrivata in Parlamento nel 2014, senza però concretizzarsi.

Le esperienze negli altri paesi
Le monetine di piccolissimo taglio sono già state abolite in alcuni paesi europei Belgio, Olanda, Finlandia e Irlanda, dove si arrotonda il conto finale della spesa e non i singoli prodotti e solo per i pagamenti in contanti. In pratica succede che per gli 1, 2, 8 e 9 centesimi si arrotonda a zero, mentre 3, 4, 6 e 7 centesimi si arrotondano a 5. Considerando anche la moneta da 5 centesimi, i centesimi di euro rappresentano l’80% di tutte le nuove monete coniate nella zona euro.

Quanto costa produrre le monetine di piccolo taglio?
La produzione da parte del conio della moneta da 1 centesimo costa 4,5 centesimi mentre per quella da 2 centesimi presenta un conto da 5,2 cent.

Arrotondamenti e rischio rincari
L’abolizione delle monetine da 1 e 2 euro vede gli italiani tendenzialmente favorevoli, ma il rischio è che tale mossa si traduca in un nuovo piccolo boomerang per i consumatori. Potrebbe infatti dare vita a rincari dei prezzi. Il Codacons, commentando l’emendamento del Pd alla manovra-bis, sottolinea in tal senso come gli italiani già all’epoca del passaggio dalla lira all’euro abbiamo avuto prova di come le leggi che regolavano gli arrotondamenti siano state violate in modo sistematico da esercenti, commercianti e professionisti, e i prezzi al dettaglio siano stati tutti modificati verso l’alto, determinando una stangata media da “changeover” pari a 1.505 euro a famiglia solo nel 2002, anno dell’introduzione della nuova valuta. “Per questo non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’eliminazione dei centesimi, pur in presenza di regole per l’arrotondamento, darà sfogo ad aggiustamenti dei listini al rialzo e a rincari selvaggi a danno delle famiglie, perché il Governo non è in grado di controllare i prezzi né sanzionare gli speculatori”, rimarca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi.

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