Giornata mondiale dell’acqua: in Italia si consuma 10 volte l’invaso del Vajont al giorno

Scritto il alle 11:56 da Redazione Finanza.com

acquaIn Italia ogni giorno una persona consuma in media 245 litri di acqua potabile, pari a dieci volte la capacità massima dell’invaso del Vajont. Ogni giorno si perde nella rete distributiva una quantità di acqua che soddisferebbe le esigenze idriche di un anno di 10,4 milioni persone. Intanto, dal 1980 ad oggi si è perso sull’arco alpino una quantità di ghiaccio, e quindi di acqua, che corrisponde a circa quattro volte la capacità del Lago Maggiore. Sono solo alcuni dati salienti sul consumo, l’uso e la disponibilità del cosiddetto oro blu in Italia, diffusi oggi dall’Istat, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’Onu e celebrata ogni 22 marzo.

In Italia i prelievi di acqua sono stati destinati per il 46,8% all’irrigazione delle coltivazioni, per il 27,8% a usi civili, per il 17,8% a usi industriali, per il 4,7 % alla produzione di energia termoelettrica e per il restante 2,9% alla zootecnia. Il volume di acqua potabile erogata agli utenti dei comuni capoluogo di provincia è stato di 1,63 chilometri cubi nel 2015, circa dieci volte la capacità massima dell’invaso del Vajont, che corrisponde a un consumo giornaliero di 245 litri per abitante. La distribuzione ha generato una perdita giornaliera pari a circa 50 m3 per ciascun chilometro: un volume che soddisferebbe le esigenze idriche di un anno di 10,4 milioni persone. Roma, Milano e Bari sono le città con la maggiore perdita giornaliera, mentre Trento e Ancona presentano il valore più basso.

Nel 2016, il 9,4% delle famiglie italiane lamenta ancora un’erogazione irregolare dell’acqua nelle abitazioni, una percentuale comunque in diminuzione rispetto al 2002 (14,7%), ma che assume ancora valori pari a 37,5% in Calabria, 29,3% in Sicilia e 17,9% in Abruzzo. Come nell’anno precedente, anche nel 2016 tre famiglie su dieci dichiarano di non fidarsi a bere acqua dal rubinetto. Tale sfiducia è ancora molto elevata nelle regioni del Mezzogiorno e raggiunge il 63% in Sardegna, il 57% in Sicilia e il 46,5% in Calabria.

Tra le risorse idriche disponibili in Italia, le Alpi, con i loro ghiacciai, rappresentano il serbatoio d’acqua dolce più importante d’Europa. A partire dagli anni ’80 i ghiacciai alpini sono in graduale regresso, culminato nel 2007 con il 99% dei ghiacciai monitorati in ritiro, quota che è ridiscesa nel 2014 all’88%. Il ghiaccio perso sull’arco alpino dagli anni ’80 a oggi corrisponde, in termini di volume d’acqua, a circa quattro volte la capacità del Lago Maggiore.
Dalla montagna al mare, nel 2015 risultano balneabili oltre due terzi delle coste italiane (67,2%). Il restante 32,8% si trova in zone destinate a specifiche attività che ne escludono la balneabilità, oppure presenta rischi per motivi igienico-sanitari o di sicurezza. Il 91,9% delle acque di balneazione vanta una qualità eccellente nel 2015, in significativo miglioramento rispetto al 2013 (85,8%). La quota più elevata si registra in Puglia (99,4 da 85,4% del 2013), la più bassa in Abruzzo (59,6% da 53,2% del 2013).

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