Colloquio di lavoro, sei errori da evitare assolutamente

Scritto il alle 18:01 da Redazione Finanza.com
Business Team

Business Team

Sostenere un ottimo colloquio, sentirsi il nuovo lavoro in tasca e poi ricevere un due di picche senza capire il perché. Sarà sicuramente successo a tantissimi candidati in cerca di un nuovo lavoro. Sono tanti e vari i motivi, alcuni molto banali, dietro un colloquio non andato a buon fine. “Le cause che frenano l’assunzione di un candidato sono tra le più disparate – afferma Marco Oliveri di Hays Response -. Alcuni partono proprio con il piede sbagliato e vengono scartati per banalità e mancanza di attenzione: per esempio, arrivando in ritardo all’appuntamento, presentandosi senza essersi minimamente preparati sull’azienda o con un look non consono al tipo di ruolo per cui si stanno candidando. Altri, quando si trovano vis-à-vis con il recruiter, sbagliano completamente atteggiamento dimostrandosi o troppo remissivi o troppo arroganti. Attenzione infine all’incoerenza: ad un CV impeccabile deve corrispondere un candidato preparato e con una forte expertise. Meglio quindi non bluffare troppo ed evitare di far perdere tempo a chi si occupa della selezione”.

Hays Response, la divisione di Hays Professional Services dedicata ai profili più junior, ha postulato l’elenco degli errori più comuni che possono portare ad un fallimento nel processo di selezione.

1. Puntualità – Arrivare puntuali è un “must”. Non ci sono scuse che tengano per un ritardo ad un colloquio di lavoro. Anche solo 10 minuti sono un pessimo biglietto da visita. Meglio quindi organizzarsi per tempo, controllare esattamente dov’è la sede in cui si dovrà sostenere il colloquio e consultare App e navigatori per capire quale sia il percorso più breve per arrivare con qualche minuto di anticipo.

2. L’abito non fa il monaco. Tuttavia… – È vero, non si giudica un libro dalla copertina e le apparenze non sono tutto. Ma spesso una delle motivazioni per cui un candidato viene scartato e perché si presenta con un look non in linea con la realtà aziendale con cui si deve rapportare o con il contesto. Non è necessario copiare l’ultimo taglio di capelli della fashion blogger del momento o indossare abiti da pop star. Un dress code neutro e sobrio – idealmente abito per uomini e tailleur per le donne – è perfetto per evitare di finire nella pila dei candidati che vengono scartati.

3. Sicuri di sé – Vanno evitati atteggiamenti remissivi, scialbi o poco incisivi: per chi ha anni di esperienza alle spalle nel mondo del recruiting, è facile intuire il livello di fiducia di un candidato semplicemente dalla sua stretta di mano. È una questione di “Personal Branding”, per cui il candidato deve saper esporre, in modo appropriato e sintetico, i progetti vincenti seguiti. Al colloquio, la proprietà di linguaggio è fondamentale per apparire sicuri e dimostrare di essere idonei per la posizione. Attenzione però a non sconfinare nell’antipatia o, peggio ancora, nell’arroganza. Va trovato il giusto mix tra sicurezza, calma e decisione. Una regola utile per accrescere il senso di sicurezza è quello di documentarsi, in modo da arrivare preparati al colloquio, individuando valori e dinamiche alla base dell’azienda.

4. Non esagerare – Sistemare il proprio CV rendendolo in linea con il tipo di posizione ricercata è un accorgimento utile per incrementare le possibilità di essere presi in considerazione. Attenzione però a non esagerare e a non millantare skill e capacità che in realtà non si possiedono: basteranno pochissime domande del selezionatore per essere smascherati e far perdere credibilità. Va quindi fatta un’attenta autoanalisi di quali siano i punti forza da valorizzare e quali le debolezze da minimizzare, sia nel cv sia in fase di colloquio. Attenzione quindi a non vantare conoscenze linguistiche che non si possiedono o skill con cui non si ha familiarità.

5. Motivazione al cambiamento – Uno degli aspetti più importanti, assolutamente da non sottovalutare e che talvolta si rivela cruciale nella scelta di un candidato anziché di un altro, è la motivazione al cambiamento. Che cosa spinge un professionista a cambiare lavoro? Si tratta solo di motivazioni economiche? Professionali? È bene evitare di cadere nei soliti stereotipi del tipo “voglio crescere professionalmente” e arrivare con un discorso un po’ più strutturato e ricco, capace di catturare l’attenzione del responsabile della selezione.

6. Disponibilità – Quando si viene contattati da un selezionatore, è importante cercare di essere flessibili. Per non essere etichettati come candidati “poco disponibili” o impossibili da incontrare, meglio evitare di rimandare l’appuntamento o di fare i difficili. Per fare un’ottima impressione, è caldamente consigliato presentarsi all’incontro negli orari e nei giorni proposti dal selezionatore. E se l’agenda è blindata e non ci si riesce a liberare, è bene proporre date alternative, mostrandosi proattivi.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network di Finanza.com
Stoxx Giornaliero Buona domenica a tutti, l’indice di riferimento europeo lascia invariata
DJI Giornaliero Buongiorno, finalmente abbiamo degli elementi nuovi che riguardano lo storico
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Il rating per l’Italia è cambiato per Moody’s. Restiamo però investment grade e l’outloo
Lasciamo da parte la complicata situazione italiana e chiediamo all'analisi intermarket un aiuto
Nel post di prima abbiamo parlato della grande sfida che vede di fronte il governo italiano, le
Il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente e ci si interroga sempre di più su come sarà in futu
Ftse Mib: indice sotto pressione rompe 19.000 e punta 18.700 punti, livello chiave per l'indice ital
Mentre stiamo discutendo di “manine” e di contrasti all’interno della coalizione giallover
L’aria non butta bene per il governo in sede europea, il  che provoca una salita dello spread ed