Tagliaerba classico o robot automatico? Qual è la soluzione più economica per tagliare il prato di casa?

Scritto il alle 13:51 da Redazione Finanza.com

giardinaggio prato rasaerba robot prato giardino pixabay 2016

Il giardinaggio per molti italiani è un hobby, una passione, ma che come spesso accade implica costi di gestione spesso non irrilevanti, soprattutto per chi ha da curare un giardino molto grande. Avere un prato curato implica investire oltre che tempo anche denaro. Proprio per questo la scelta dell’attrezzatura più adatta alle singole esigenze rappresenta una variabile da non trascurare. E in questa logica una delle decisioni più ostiche è la scelta tra il classico rasaerba a motore a scoppio e quello con un robot automatizzato, sempre più diffusi tra i consumatori.

Raffrontando i costi di manutenzione di un manto verde da 700 mq, una ricerca dimostra come la soluzione più economica è rappresentata dalla scelta del robot. “I risparmi che un robot permette sono notevoli: rispetto a un rasaerba a scoppio i costi da affrontare sono di circa un quarto” afferma Massimiliano Pez general manager di Neumann Italia, azienda del gruppo tedesco Neumann Robotics leader nelle soluzioni automatizzate per l’outdoor. “La spesa iniziale del robot viene ammortizzata abbastanza rapidamente, anche in meno di due stagioni”.

Ma veniamo ai conti: Pez parte analizzando i consumi del carburante necessario per alimentare un rasaerba tradizionale. “Ipotizziamo un uso medio a stagione di un paio d’ore ogni due settimane per otto mesi – da marzo a ottobre -, magari intensificando l’azione ogni sette giorni nei mesi più caldi. La spesa del carburante arriva a sfiorare i 70 euro. A questo vanno aggiunti i costi di manutenzione, cambio olio, candele e, in alcuni casi, lo smaltimento dell’erba tagliata». La manutenzione di un prato comporta anche una corretta irrigazione e l’uso, seppur minimo, di fertilizzanti e diserbanti per assicurare la qualità dell’erba. Nel complesso arriviamo intorno agli 800 euro di spesa. Senza contare il fattore tempo”.

E’ proprio questa ultima variabile quella che viene spesso sottovalutata. Per tagliare e sistemare un prato possiamo ipotizzare “una media di 3-4 ore a volta, circa 60 ore alle quali possiamo attribuire un valore di 450 euro, o anche di più se dovessimo pagare direttamente un giardiniere”. Il totale sfiora i 1.300 a stagione.

Secondo l’analisi fornita dall’esperto un robot per il prato non solamente toglie l’impegno settimanale di mettersi alla guida di un rasaerba, ma agisce anche sul consumo di acqua e di fertilizzati. “La particolarità di queste macchine è nel loro passaggio costante: non una volta alla settimana, ma tutti i giorni. Così l’erba tagliata è pochissima e rimane sul prato diventando concime naturale che trattiene anche l’umidità del terreno. Di conseguenza, l’irrigazione potrà essere meno frequente e meno intensa”.

Il costo del consumo di elettricità del robot, ossia per la ricarica delle batterie che alimentano il robot, incidono complessivamente per un’intera stagione di manutenzione “sui 10 euro”. “Tenendo presente anche le voci relative alla manutenzione, tirando le somme, il rapporto è di 1 a 4. Ai 400 euro di un robot corrispondono i circa 1.300 euro di un rasaerba a motore a scoppio”.

Questa analisi ovviamente deve essere intesa come uno spunto di riflessione sull’argomento utile al consumatore finale per farsi i propri conti in tasca. Bisogna infatti tenere presente che i numeri cambiano in maniera sostanziale in base alla grandezza e alla conformazione del giardino da manutenere. Oltre che per le differenti variabili climatiche.
Senza contare che per molti italiani, come detto nell’incipit di questo articolo, il giardinaggio rappresenta un hobby la cui valorizzazione oraria non solo non rappresenta un potenziale costo, ma spesso è un’occasione di rilassamento o di divertimento per l’utilizzatore finale.

A voi la scelta.

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