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Turismo fiscale per pagare meno tasse: Canarie, Malta e Svizzera le mete top

Scritto il alle 14:53 da Redazione Finanza.com

Lugano - PixabayL’ever green Formentera seguita da New York o dalla più esotica Thailandia. Sono le mete più gettonate dagli italiani anche per l’estate 2016. Oltre ai vacanzieri dediti al mare, diversi italiani fanno coincidere le vacanze con la ricerca di soluzioni alternative per far combaciare relax con risparmio fiscale.
I “vacanzieri del fisco” sono quegli imprenditori che sfruttano le vacanze estive per andare a visitare Paesi stranieri con fiscalità agevolata “magari con l’idea di trasferirvisi, o peggio, con l’idea di trasferire lì solo il centro dei loro affari, rimanendo però residenti in Italia, condotta che configurerebbe il reato di esterovestizione”, afferma Gianluca Massini Rosati, professione escapologo fiscale e autore di ‘Escapologia fiscale – 59 «segreti» leciti e illeciti’.

Anche questi italiani “fiscalmente sprovveduti” prediligono, al pari dei normali vacanzieri, il mare: “Ci sono quelli che vanno alle Canarie, a Malta, chi in Svizzera, chi a Cipro, chi nel Regno Unito, chi in Bulgaria, chi Gibilterra e così via: insomma, Stato che vai Fisco che trovi. Ogni Paese ha le sue regole e nonostante tutti gli Stati citati facciano parte del continente europeo sono tutt’altro che uniformi da punto di vista fiscale – continua Massini Rosati – Le Canarie sono senza dubbio la destinazione d’eccellenza per tantissimi web marketer italiani, la fiscalità è decisamente contenuta e chi lavora solo con il suo computer può farlo comodamente da una spiaggia. In merito a servizi e collegamenti dobbiamo ricordare che sono isole in mezzo all’Atlantico, geograficamente più vicine all’Africa che non alla Spagna”, specifica ancora Massini.

Al secondo posto tra le mete fiscali visitate d’estate c’è Malta, che offre una tassazione Malta - Pixabaydel 5% pur rimanendo nell’Unione Europea. Si parla inglese (ma i locali masticano anche l’italiano) e di fatto l’isola è a un’ora di traghetto dalla Sicilia.
Per gli amanti della montagna c’è invece la Svizzera, che si giova della vicinanza con il nord Italia attraendo numerosi imprenditori e professionisti, principalmente avvocati, consulenti aziendali, ma anche medici e dirigenti d’azienda, che scelgono di spostarsi a vivere a Lugano pur mantenendo relazioni professionali nella vicinissima Milano. “Per i maschietti che vogliono condire la vacanza con una buona compagnia femminile – sottolinea Massini Rosati – non può mancare la Bulgaria, che è uno degli stati europei con le aliquote delle imposte sul reddito più basse e dove le ritenute fiscali sono state semplificate: in sostanza per le persone fisiche c’è un’aliquota unica del 10% applicabile a tutti i redditi, mentre per le società l’aliquota varia dal 5 al 10% in base alla tipologia di ricavi”.

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2 commenti Commenta
perplessa
Scritto il 17 luglio 2016 at 00:48

Caso vuole poco tempo fa avevo fatto una ricerca con Google su Malta, siccome un’amica mi aveva detto chiacchierando che poteva essere una meta dove investire la liquidazione. Non mi è sembrata una gran bazza, ameno per quello che riguarda gli immobili: http://www.vivereamalta.com/mercato-immobiliare-a-malta/

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perplessa
Scritto il 17 luglio 2016 at 01:01

inoltre, per le persone fisiche, residenti in Italia, parlando sempre d’immobili ,resta il fatto che occorre pagare l’IVIE e dichiarare eventuali proventi da affittanza che entrano nel reddito complessivo, quindi tassati all’aliquota marginale. Dove sta il turismo fiscale, in questo caso?l’IVIE è ben più salata dell’IMU, siccome l’imponibile è quello dell’importo scritto sul contratto e non della rendita catastale. C’è la norma che prevede per i paesi europei di poter applicare un eventuale imponibile derivante da un’altrettanto eventuale istituto fiscale analogo alla rendita catastale. Nel caso citato di Malta se è attendibile il sito postato non c’è. Quindi?E che diciamo della cedolare secca?Non applicabile agli immobili esteri? E che diciamo della plusvalenza, non applicabile l’imposta sostitutiva se il notaio non è italiano? Altro che turismo fiscale!La verità è che la normativa italiana penalizza l’investimento estero tassandolo maggiormente di quello italiano, in barba alla libera circolazione dei capitali, e in barba alla costituzione. L’unica è squagliarsela, allora sì.

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