Corruzione in azienda? In Italia fenomeno ancora ampiamente diffuso

Scritto il alle 09:52 da Redazione Finanza.com

La corruzione nelle aziende italiane è un problema in via di risoluzione? Probabilmente no. E’ questo il risultato di una ricerca di EY che in un sondaggio condotto in Italia rivela come più della metà degli intervistati ritenga il fenomeno della corruzione ancora ampiamente diffuso.

Il sondaggio “Cattiva condotta aziendale – conseguenze per i soggetti coinvolti” condotto dalla società di ricerca a livello mondiale, ha rilevato una diffusa esigenza di maggiore trasparenza in risposta all’aumento delle tensioni geopolitiche e della volatilità dei mercati finanziari. L

Dall’indagine svolta tra ottobre 2015 e gennaio 2016 in 62 Paesi su un campione di circa 3.000 responsabili aziendali, emerge una forte adesione al rafforzamento della trasparenza nel riconoscimento della titolarità effettiva, con il 91% degli intervistati che ritiene importante identificare i proprietari effettivi delle società con cui conducono affari.

Questo, tuttavia, rappresenta solo un aspetto della soluzione di un problema che non sembra ancora risolversi. Il 39% degli intervistati ritiene, infatti, che le pratiche corruttive siano ampiamente diffuse nel proprio Paese, rimanendo in linea con i risultati degli anni precedenti (38% nel 2014 e nel 2012). Sempre a livello mondiale è emerso che il 32% degli intervistati ha riscontrato dei casi di frode e corruzione all’interno della propria azienda.

Fabrizio Santaloia, National Leader EY Fraud Investigation and Dispute Services ha sottolineato come “la regolamentazione delle pratiche anti-corruzione si sta concentrando sull’analisi delle terze parti e di conseguenza i business leaders sono sempre più focalizzati sulla conoscenza dei clienti, partner e fornitori con i quali conducono affari. Inoltre la cooperazione internazionale tra i regulators per combattere frodi e corruzione si sta sempre più rafforzando, ma la percezione di una diffusione delle irregolarità nelle aziende rimane elevata e le organizzazioni continuano ad essere esposte a rischi rilevanti. Una risposta efficace è rappresentata dall’utilizzo delle tecnologie di forensic data analytics, sia per la gestione dei rischi di frode e corruzione sia per rafforzare il livello di compliance all’interno delle aziende”.

Situazione poco incoraggiante in Italia

Dall’indagine EY risulta l’importanza della trasparenza degli assetti societari delle aziende italiane con cui si intrattengono affari (96%). Più del 25% degli intervistati non prevede l’identificazione delle terze parti come parte essenziale della anti-corruption due diligence, e più del 50% non analizza il rischio di corruzione specifico per il Paese o per il settore di riferimento prima di effettuare un investimento.

Gli interventi atti a perseguire i responsabili di illeciti risultano essere utili strumenti deterrenti (94%) anche in Italia. Rimane ancora alta la percentuale degli intervistati che ritengono diffuse le pratiche corruttive (56%), dato che però è diminuito rispetto all’indagine dello scorso anno (69%).

Infine, nonostante il sistema delle whistleblowing hotlines sia ampiamente riconosciuto e diffuso, come avviene a livello mondiale, la lealtà verso la propria azienda o verso gli stessi colleghi (per il 16%) ostacola l’efficacia delle segnalazioni nell’individuazione e prevenzione delle frodi e degli atti corruttivi

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