Corruzione: l’Italia migliora a livello globale ma è ancora tra i bocciati

Scritto il alle 16:07 da Redazione Finanza.com

Non c’è paese al mondo dove la corruzione sia assente. Con questa frase Tranparency International, l’associazione non governativa che si propone di combattere la corruzione, introduce l’indice della corruzione 2015. Nel quale, manco a dirlo, l’Italia brilla non per trasparenza

Tutti i Paesi del mondo sono corrotti. Dopo una simile affermazione ci si aspetterebbe come minimo un diluvio universale, un’invasione di cavallette, lo squillo di qualche tromba dell’Apocalisse. Fa impressione sapere che non ci sia nazione sulla Terra dove la corruzione sia assente. E che solo in Danimarca e Finlandia l’indice elaborato da Transparency International superi quota 90 avvicinandosi allo status di massimo candore.

Per il resto è una lunga teoria, non di Santi, ma di corrotti. Secondo il Corruption perceptions index 2015 due paesi su tre sono sotto quota 50 in una scala che va da 0 a 100. Oltre 6 miliardi di persone vivono in paesi con seri problemi di corruzione.

E l’Italia? L’Italia si trova poco più in alto di metà classifica, nella zona arancione che tende al rosso con un indice di corruzione percepita nel settore pubblico di 44. Il confronto, non così penalizzante a livello globale, diventa quasi umiliante a livello europeo. Nonostante un guadagno di nove posizioni che ci colloca al 61° posto nella classifica globale, tra i big dell’Unione europea nessuno fa peggio. Ci precede anche la Grecia che, dopo tutte le bacchettate ricevute negli ultimi anni, migliora la sua situazione e sale a 46 punti. Per il momento irraggiungibili la Spagna a 58 punti e il Portogallo a 63. Schiacciante, ahinoi, il confronto con i nostri rivali di sempre. La Francia è a 70 punti, il Regno Unito a 81 e la Germania, tanto per cambiare, ci dà lezioni dall’alto dei suoi 81 punti. I primi della classe, quelli che di solito stanno sulle scatole all’intera classe, sono Danimarca, Finlandia e Svezia, ordinatamente in fila a 91, 90 e 89 punti.

Nonostante tutto Virginio Carnevali, presidente di Transparency international Italia, commenta con una nota di ottimismo: “Constatiamo con piacere che si è avuta finalmente un’inversione di tendenza, seppur minima, rispetto al passato, che ci fa sperare in un ulteriore miglioramento per i prossimi anni”.

L’Italia nella mappa della corruzione di Transparency international

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