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Chi era Raul Gardini: storia, imprese e fine del finanziere con la passione della vela

Scritto il alle 14:45 da Redazione Finanza.com

 Raul Gardini è stato uno dei grandi imprenditori italiani, che dall’impresa di famiglia era riuscito a creare un impero industriale e finanziario. Nel corso della sua vita si è interessato molto anche all’attività sportiva nei settori della vela e della pallavolo.

Il matrimonio con la famiglia Ferruzzi

I nonni da parte di madre possedevano una fonderia, mentre il padre di Raul Gardini, Ivan, era un imprenditore nel settore agricolo e possedeva molti terreni sia sul litorale romagnolo che in veneto. Dopo essersi diplomato in agraria, entrò a far parte dell’azienda di Serafino Ferruzzi, nella quale ebbe la sua crescita dal punto di vista professionale. Oltre a questo divenne genero dello stesso Ferruzzi, sposando la figlia Idina. Serafino Ferruzzi morì alla fine del 1979 in un tragico incidente aereo, e la conduzione dell’intera azienda venne affidata dagli eredi proprio a Raul Gardini.

Soia che passione: da Eridania a Montedison

Era il periodo nel quale il Vecchio Continente da importatore di cereali stava trasformandosi in esportatore e quindi Gardini effettuò dette una svolta alle attività della Ferruzzi, fino a quel momento orientate all’importazione della soia dal Sud America, facendola diventare un gruppo industriale di primo livello. Gardini mise in atto una politica di acquisizioni, dal 1981 fino al 1986, iniziando con l’Eridania, massimo produttore italiano di zucchero e successivamente della Beghin Say, produttore di zucchero francese, fondendole successivamente in una unica società.

Nel 1987 la Ferruzzi acquisì la divisione amido di una società statunitense, la CPC, e l’anno successivo la Leiseur Koipe e la Central Soya, aziende che avevano la loro specializzazione nella lavorazione della soia. Inoltre dal 1985 al 1987, in varie fasi, acquisì anche la maggioranza della Montedison. Per portare avanti questa politica la Ferruzzi sfrutto la nascita, avvenuta in quegli anni, dei “fondi comuni di investimento”, raccogliendo quindi molte risorse finanziarie. La politica di Raul Gardini era sostanzialmente diversa da quella portata avanti da Serafino Ferruzzi, e l’imprenditore divenne ben presto anche uno dei personaggi pubblici che si vedevano spesso suo “mass media”.

La scalata alla Montedison

Il passo successivo fu la scalata alla Montedison. Gardini la scala quando il suo amministratore, Mario Schimberni, decide di farne una “public company“, e toglierla dal controllo che fino a quel momento era stato esercitato da Mediobanca. Successivamente arriva anche l’acquisto della società di assicurazioni “Fondiaria” e quindi Gardini entra in quello che veniva definito “il salotto buono” degli imprenditori del Nord Italia. Una delle prime mosse di Gardini fu quella di prendere il posto di presidente della Fondiaria, e successivamente di venderne la metà a De Benedetti.

Con Eni nasce Enimont

Gardini non si ferma e realizza, insieme all’Eni, la fusione tra le due società per quanto riguarda le attività chimiche, facendo nascere Enimont. Gardini contava anche sugli sgravi fiscali che gli erano stati promessi da ambienti politici ma il decreto legge che le avrebbe istituite fu bocciato al momento della votazione in parlamento, e questo provocò la reazione di Gardini che provò a scalare Enimont, della quale possedeva il 40%. Quando sembrava che l’affare potesse andare in porto arriva la rottura con Eni e Gardini si decide a vendere proprio ad Eni, il suo 40%, ritirandosi così dalla società.

Il suicidio del 1993 a Milano

Dopo aver messo in atto diverse speculazioni finanziarie, che non ebbero però buon esito, Gardini lasciò le sue cariche nel gruppo Ferruzzi e nel mese di luglio del 1993 venne trovato cadavere a Milano e le indagini sulla sua morte si conclusero con l’ipotesi di suicidio, con un colpo di pistola.

L’esperienza nella vela: l’America’s Cup con il Moro di Venezia e Cayard

Raul Gardini, ai tempi del Moro di Venezia

Per quanto riguarda l’attività sportiva, nel campo della vela fu l’uomo che lanciò la sfida nell’Americas Cup, con la realizzazione e la sponsorizzazione del “Moro di Venezia”, che dopo aver vinto, prima barca italiana, la “Luis Vuitton Cup”, timonata dallo skipper Paul Cayard, venne battuta in finale dalla barca statunitense America3. Oltre alla vela fu impegnato anche nella pallavolo sia nel settore femminile che maschile, acquisendo la proprietà delle due squadre ravennati nelle quali portò a giocare numerosi campioni. A Ravenna Gardini costruì anche il nuovo Palazzo dello Sport, che venne intitolato ad un dirigente scomparso del Gruppo Ferruzzi, Mauro De Andrè.

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