Cremazione: quanto costa, come funziona e quali procedure seguire per scegliere l’alternativa al funerale classico

Scritto il alle 19:30 da Redazione Finanza.com

La cremazione di una persona defunta è ammessa dalla religione cristiana dal 1968. Cinque anni prima, nel 1963, con una bolla apposita fu Papa Paolo VI a dichiarare la libertà della cosiddetta “pratica cremazionista”, in quanto la cremazione di un corpo non riguarda l’anima e di conseguenza “non impedisce all’onnipotenza divina di ricostruire il corpo”.

Il rito e le esequie cristiane furono concesse dalla “S. Congregazione per il Culto Divino” in maniera definitiva anche a coloro che sceglievano la cremazione a partire dal 1968, dopo la divulgazione del decreto “Ordo Exsequiarum”, che metteva fine a secoli di scontri e diatribe circa la cremazione, divenuta nell’arco degli ultimi 50 anni un’alternativa valida al funerale tradizionale.

La persona che intende affidarsi alla cremazione dopo essere passata a miglior vita deve dichiarare la propria volontà attraverso la compilazione di un modulo apposito che si può trovare all’interno degli uffici comunali di competenza oppure nella sede dell’agenzia funebre prescelta. Nel caso in cui, invece, un defunto ha espresso in vita solamente la volontà verbale e non scritta, sarà compito dei parenti più vicini far rispettare la sua volontà di essere cremato.

La dispersione delle ceneri può avvenire solamente all’interno di aree del cimitero attrezzate appositamente per tale scopo, in zone private purché all’aperto e con il consenso del proprietario dell’area e in natura – montagna, fiumi, laghi, mari etc. – a patto che la zona prescelta sia totalmente libera da manufatti. Anche la dispersione delle ceneri potrà avvenire solo se è stata espressamente richiesta in vita dal defunto.

In alternativa alla dispersione, le ceneri possono essere affidate (all’interno di un’urna) ad un parente che se ne prenderà cura. In tanti scelgono di seppellire nel giardino di casa le ceneri delle persone care, dentro urne che si auto-dissolvono dopo un anno.

In questo caso può essere il defunto ad esprimere la volontà che le ceneri vengano affidate ad un parente di sua fiducia, ma in mancanza della dichiarazione di tale volontà potrà essere il parente a richiederne l’affidamento. La cremazione avviene all’interno dei crematori comunali e il suo costo può variare a seconda della zona (in genere oscilla fra i 500 ed i 600 euro).

Da qualche decennio a questa parte sempre più persone decidono di affidare alla cremazione le proprie spoglie mortali; tale pratica già in passato era in voga in altri Paesi del mondo (ad esempio gli Stati Uniti), ma stentava a diffondersi in Italia, principalmente a causa dei pregiudizi di natura religiosa.

I dibattiti teologici hanno avuto una grande importanza nel superamento di tali pregiudizi poiché hanno chiarito che la cremazione non entra in contrasto con la concezione dell’immortalità dell’anima e allo stesso modo non intacca la dottrina cristiana della resurrezione e la sacralità del corpo umano. La celebrazione del rito funebre per coloro che decidono di optare per la cremazione, inoltre, può svolgersi pure all’interno del tempio crematorio.

Nonostante, però, la Chiesa abbia permesso tale pratica e i teologi si dicano convinti che essa non rappresenti una contraddizione rispetto alla dottrina della resurrezione dei corpi, parte dei vescovi è contraria alla dispersione delle ceneri in natura e alla loro conservazione in luoghi che non siano i cimiteri e ritengono questa prassi piuttosto lontana dalla Chiesa; la fede cristiana, infatti, prevede che l’essere umano conservi la propria individualità e identità anche successivamente alla morte e che la sua essenza non possa disperdersi nell’universo.

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