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Chi è Mauricio Macri, presidente dell’Argentina

Scritto il alle 12:00 da Redazione Finanza.com

Gli elettori argentini hanno scelto in questo week-end il nuovo presidente della Repubblica che prenderà il posto di Cristina Fernández de Kirchner. Peronista e grande amica oltre che ammiratrice di Hugo Chávez, la Kirchner aveva condiviso nel corso del suo mandato il progetto del Socialismo del XXI secolo, tanto da stringere un forte sodalizio con Nicolas Maduro, presidente del Venezuela e con Cuba.

A nulla è servito il vantaggio acquisito dal candidato della Kirchner, Daniel Scioli: il nuovo presidente della Repubblica dell’Argentina sarà Maurizio Macri, molto noto anche per essere stato il numero uno del Boca Juniors, il club fondato da genovesi che raccoglie la maggioranza dei tifosi della capitale, Buenos Aires e di gran parte del paese sudamericano.

Mauricio è figlio di Francesco, un romano che si recò in Argentina dopo la Seconda Guerra Mondiale, acquisendo la nazionalità della nuova patria nel 1949. E’ stato proprio lui a fondare il Gruppo Macri-SOCMA, un impero economico e finanziario cui concorrono le più svariate attività, tra cui i servizi postali, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, la costruzioni di automobili, l’edilizia, i servizi bancari, le telecomunicazioni, le miniere, l’agroalimentare e molto altro.

Il figlio Mauricio, nato a Tandil, località della provincia della Capitale, l’8 febbraio 1959,  ha a sua volta consolidato quanto costruito dal padre, aggiungendo proprio la presidenza del Boca Juniors, da lui detenuta tra il 1995 e il 2007, quando gli Xeneizes hanno dato vita ad una lunga scia di successi, sino ad arrivare alla conquista del titolo mondiale per club. Una caratteristica che ha spinto molti osservatori a paragonarlo a Silvio Berlusconi.

Dopo aver abbandonato la carica di presidente del più famoso sodalizio calcistico argentino, Macrì si è dedicato alla politica, venendo eletto nel 2005 in qualità di deputato al Parlamento nazionale, nella circoscrizione della capitale. Due anni dopo ha invece deciso di candidarsi alla carica di sindaco di Buenos Aires, strappando una agevole maggioranza poi ripetuta nel 2011.

A fare da sfondo ai suoi trionfi politici è stato il Partito Compromiso para el Cambio, una formazione ispirata a principi di centro destra, che si è posto in netta contrapposizione con il peronismo della Kirchner. In questa veste si è scontrato con Daniel Scioli, suo ex amico e anche lui figlio di italiani, la cui famiglia ha fatto fortuna nel settore degli elettrodomestici. Nonostante la fine dell’amicizia i loro rapporti sono comunque rimasti buoni, tanto da spingere Macrì a chiedere ai suoi collaboratori di non usare mezzi sporchi in campagna elettorale contro Scioli.

Scioli, di chiare origini italiane, era stato dapprima vice di Néstor Kirchner, il marito di Cristina, che diresse il paese dal 2003 al 2007 e poi dal 2007 a oggi, nei due mandati che hanno impresso all’Argentina un profilo sempre più orientato all’amicizia con Cuba e Venezuela, in senso marcatamente progressista.

Il suo mancato trionfo al primo turno è stato pagato a caro prezzo al ballottaggio, avvenuto a distanza di tre settimane dal primo turno. Inoltre Macrì ha goduto nel corso di tutta la campagna elettorale dell’appoggio del Clarín, il poderoso gruppo multimediale che ha messo a disposizione del candidato di centrodestra i suoi giornali, le radio, le televisioni, Internet, e le tante diramazioni di cui dispone. L’incarico di presidente dura quattro anni e può essere rinnovato una volta sola.

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