Assegno famigliare – mantenimento figli: quando è compreso

Scritto il alle 06:03 da Redazione Finanza.com

In una coppia, sia essa sposata o meno, la presenza di figli è sempre uno dei cardini più importanti su cui si basa un’eventuale separazione. E questo non solo dal punto di vista affettivo e morale, ma soprattutto dal punto di vista legale, in particolare per quanto concerne il mantenimento dei minori. La legge, infatti, tutela i bambini di genitori separati attraverso il mantenimento (da parte di uno dei genitori), eventuali contributi in casi specifici e gli assegni familiari. Questi ultimi vanno ad integrare la somma da corrispondere al mantenimento anche se i genitori del minore non siano stati uniti in matrimonio.

Significa che, a meno di particolari differenti indicazioni, il versamento degli assegni familiari integra la cifra del mantenimento anche se la cifra corrispondente non viene corrisposta direttamente dal genitore che deve elargire tale somma, ma venga direttamente versata dal datore di lavoro al genitore avente diritto. In parole semplici, quello che conta non è tanto la fonte da cui provenga la cifra, ma che essa venga elargita complessivamente.

Tuttavia, non è raro trovare casi in cui la Cassazione abbia sottolineato l’inverso, ossia che anche in caso di presenza di assegni famigliari, il genitore che deve provvedere al mantenimento dei figli deve continuare a versare quanto definito, indipendentemente dalla presenza di altre ‘entrate’ a sostegno dei figli.

Come comprendere quindi quale sia la corretta modalità di azione? In realtà molto dipende dai casi specifici, o meglio dalla provenienza e dal tipo di contributi di cui usufruisce il genitore con i figli a carico. Un caso è, infatti, la presenza di contributi occasionali statali o provenienti dai servizi sociali, un altro caso è l’assegno famigliare, che non presenta “natura assistenziale contingente e occasionale” e che quindi si tratta di un vero e proprio contributo fisso, a sostegno di una famiglia con presenza di minori. Solo in questo specifico caso, quindi, ossia quando si sia in presenza di assegni familiari, la legge prende in considerazione solo l’importo globale definito per il mantenimento dei figli di cui l’assegno familiare è quindi un’integrazione e non un’aggiunta.

Quanto valido per genitori separati ma non sposati, è valido anche per una coppia sposata che si separi e che abbia figli minorenni. In questo caso, tuttavia, va specificato che, se da un lato il genitore che convive con i minori può usufruire dell’assegno familiare, tuttavia è solo il genitore cui spetta il mantenimento che può richiedere e percepire l’indennità sostituiva di retribuzione.
Questo significa che il genitore che mantiene i minori, e solo lui, può richiedere al proprio datore di lavoro di versare direttamente l’importo degli assegni familiari sul conto dell’altro genitore. Il convivente con i minori può quindi incassare l’assegno, ma non può in nessun modo richiedere variazioni rispetto alle disposizioni date per il versamento.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: -1 (from 1 vote)
Tags:   |
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network di Finanza.com
Et voilà. Intermarket docet. Ne ho parlato copiosamente nei giorni scorsi e soprattutto nel vi
Ftse Mib: il Ftse Mib apre debole oggi e si mantiene ancora sul supporto statico dei 22.500 punti. N
Alla fine avevano ragione loro, Galbraith e Friedman le banche centrali servono a poco o a nulla
Il 14 febbraio2018,  è stato firmato l'Avviso comune e il relativo documento tecnico sulla costitu
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Pacchetti tutto incluso? Macché. Spesso le offerte sulle tariffe telefoniche nascondono costi p
Per una volta permettetemi di spezzare una lancia a favore del mercato e della crescita economic
Visto il mio uso molto attivo di Wikipedia e visti i solleciti che spesso fanno per raccogliere
In questa fase elettorale tutti si focalizzano sulla crescita economica. Per carità, è un tema
Ftse Mib: non riesce ad allontanarsi dalla soglia psicologica dei 22.500 punti l'indice italiano. No