Usura: necessità di una legge nel rapporto banca-cliente

Scritto il alle 10:14 da Redazione Finanza.com

Serve una legge che fermi la discrezionalità delle banche nell’applicazione di oneri e interessi che sempre di più determinano l’applicazione di tassi usurai nei rapporti con i clienti e in special modo con le imprese”. E’ quanto dichiara il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ricordando che le “vittime sono centinaia di migliaia di utenti bancari costretti a chiedere prestiti, mutui e linee di credito su commesse”.

Resta, quindi, prioritaria la riforma legislativa “sulla determinazione da parte della Banca d’Italia della cosiddetta soglia d’usura”, ovvero sul tetto massimo di applicazione degli interessi da parte delle banche sul credito concesso. Sappiamo che per legge vengono stabiliti dei tassi soglia oltre i quali si manifesta l’usura bancaria, ma chi definisce i tassi soglia e con quali criteri? Ovviamente la Banca d’Italia, un istituto di diritto pubblico, non legislativo e a partecipazione pubblica e privata, che ha anche l’importante compito di vigilare sul sistema bancario italiano. Purtroppo il “peso” dello Stato nelle quote di Bankitalia è davvero molto limitato, ma qualche numero potrebbe chiarire meglio la situazione:

5,66% quota pubblica (INPS e INAIL)
94,33% quota di banche e assicurazioni private (ai primi posti spiccano Intesa, Unicredit, BNL, MPS, Generali, Fondiaria SAI)

“E’ assolutamente irragionevole – afferma Finocchiaro – che di fronte al fatto che oggi per le banche il costo del denaro è allo 0,5%,la soglia di usura determinata da Via Nazionale sia ancora quella di un tasso dell’ 8,5% su mutui a tasso fisso e del 7,71% su mutui a tasso variabile, soglia altissima se teniamo conto che nel 2007 quando le banche compravano il denaro al 4% la soglia di usura era determinata all’8,3% su base annua.

Ancora più scandalose le soglie applicate su crediti personali e carte revolving dove il tasso usura resta ancora al 24,61% e sui prestiti vatia dal 18,46% al 18,41%. Finocchiaro ricorda che “nel 2011 si è fatta una legge in favore dei banchieri modificando il criterio di calcolo della soglia trimestrale: prima si prendeva la media dei tassi praticati per un determinato tipo di finanziamento e lo si aumentava del 50%; ora la base di partenza è sempre il tasso medio praticato che però va aumentato del 25% e al quale va poi sommato un altro 4%”. “Insomma una norma che penalizza gli utenti bancari e fa lievitare il costo dei prestiti”.

Confedercontribuenti chiede una modifica legislativa che eviti un aumento senza ragione del costo del denaro, portando il tasso soglia entro e non oltre un aumento del 50% rispetto all’andamento medio di acquisto del denaro da parte delle banche nell’ultimo semestre. Questo significherebbe per le imprese e le famiglie un risparmio di almeno il 70% rispetto all’attuale costo per interessi.

Si chiedono, inoltre, norme legislative precise nell’applicazione di tutte quelle voci e commissioni che fanno ulteriormente lievitare il costo del denaro portandoli a sforare la soglia già altissima del tasso usuraio oggi in vigore. Una modifica necessaria e improcastinabile riguarda i costi applicati sulla commissione di istruttoria veloce.

Infine, bisogna determinare un sistema di valutazione per gli affidamenti omogeneo e non discrezionale da parte delle singole banche. Oggi in ragione del rating assegnato sugli affidamenti le banche aumentano in maniera esponenziale i tassi. Il Parlamento intervenga facendo una riforma credibile e utile sia alle imprese che al sistema bancario.

La diminuzione del costo del denaro è una priorità per affrontare la crisi e rendere competitive le imprese che sono oggi penalizzate dal caro denaro, sia sul fronte della competitività nazionale che internazionale.

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