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APE 2015 certificazione energetica: chi lo rilascia, a cosa serve, cosa cambia dal 1° ottobre

Scritto il alle 12:45 da Redazione Finanza.com

Il nuovo “Ape Unico 2015″, lo strumento di controllo con il quale viene certificato il livello di “prestazione energetica” dei vari edifici, è entrato in vigore dallo scorso 1° ottobre dopo la pubblicazione del decreto che ha seguito la “Conferenza Unificata Stato Regioni” che si è tenuta nel giugno scorso. Il nuovo certificato, obbligatorio per legge, presenta alcune novità. Innanzitutto le classi energetiche che sono previste con la nuova normativa, sono 10, al posto delle 7 previste nella precedente versione, e sono caratterizzate da una lettera, dalla A alla G, con la prima che significa la più alta efficienza, fino all’ultima che è la meno efficiente.

Il nuovo Ape Unico 2015 prevede nuovi indicatori; oltre a quelli già previsti, nel nuovo testo sono stati inseriti anche le prestazioni che derivano dall’esistenza di fonti di energia “rinnovabile”, e le prestazioni energetiche “estiva” ed “invernale”, dell’immobile preso in esame. Con il nuovo testo viene istituita, da parte dell’Enea, una banca dati nazionale, uno strumento che servirà sia alle Regioni che alle provincie autonome per poter programmare i controlli e gli accertamenti da eseguire. In questa banca dati, che dovrà essere disponibile entro 90 giorni dal 1°, ottobre, data nella quale il decreto è entrato in vigore, saranno riportati sia i dati relativi all’APE, che quelli che provengono dai vari controlli e dalle ispezioni.

Il nuovo Ape deve essere chiesto dal costruttore, quando si effettua una nuova costruzione oppure il risanamento di un immobile, mentre nel caso di una compravendita, la richiesta deve essere fatta dal proprietario, ma in caso di un appartamento in condominio, se la spesa risultasse minore, può essere richiesta dal condominio stesso. Il prezzo della redazione dell’APE è variabile e tiene conto sia della diversa ubicazione dell’immobile, che della sua grandezza. In media la redazione di un’APE costa dai 150 ai 300euro.

Naturalmente gli APE sono soggetti a controlli, al termine dei quali potrebbero anche scattare delle sanzioni. Mediamente sono sottoposti a controllo circa il 2% dei certificati prodotti. Le sanzioni prevedono una pena pecuniaria da un minimo di 700 euro ad un massimo di 4200 euro per i progettisti che rilascino una certificazione senza aver tenuto conto dei criteri “obbligatori” previsti dalla normativa, sanzione che verrà aggravata da una segnalazione che giungerà all’ordine al quale appartiene il progettista.

La mancanza dell’APE per gli immobili che sono stati costruiti ex-novo oppure che hanno subito delle ristrutturazioni sostanziali, porta ad una sanzione che parte da 3000 euro per arrivare ad un massimo di 18mila, nei confronti del proprietario o del costruttore.
Nel caso in cui si rilevi la mancanza dell’APE quando si effettua una compravendita oppure una locazione, l’atto stesso rimane valido, ma il proprietario, od il venditore dell’immobile sarà sottoposto ad una sanzione. Nel caso delle vendite, l’importo della sanzione varia da 3mila a 18mila euro, mentre è ridotto nel caso di una locazione, da 300 a 1800 euro. Nel caso in cui l’Ape sia incompleto oppure compilato in modo non corretto la responsabilità ricade sul tecnico certificatore.

L’Ape Unico 2015 può essere rilasciato da un singolo tecnico qualificato, oppure da uno studio associato, da una “Esco”, (Energy Service Company) e da tutti quegli organismi ed enti che abbiano in loro possesso i requisiti che sono richiesti nel Dpr 75/2015, e che siano in possesso di un accreditamento a livello nazionale. La firma del tecnico sul nuovo APE può essere posta anche in forma digitale. Per l’emissione dell’APE devono essere eseguiti dei sopralluoghi, durante i quali di valuteranno sia le condizioni delle murature che degli infissi, nonché gli impianti presenti nell’immobile, i consumi ed il riscaldamento od il raffreddamento dei vari ambienti che lo compongono. Saranno inoltre presi in considerazione, se esistenti, quei sistemi di produzione di energia di tipo rinnovabile. Il tutto in linea con quelle che sono le richieste della normativa.

Una volta emessa, l’attestazione vale 10 anni, ma perde la sua validità quando l’immobile viene sottoposto a una ristrutturazione, oppure sia riqualificato in modo da variare le prestazioni energetiche.

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