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Expo 2015: occasione di sviluppo sostenibile per l’Africa

Scritto il alle 15:18 da Redazione Finanza.com

Il continente africano, con la sua straordinaria ricchezza culturale, è uno dei protagonisti di Expo 2015, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione. Secondo le attese a Milano, entro il 31 ottobre, varcheranno i cancelli dell’Expo oltre 20 milioni di visitatori arrivati da tutto il mondo. Un’occasione unica per l’Africa che è stata assoluta protagonista lo scorso 25 maggio quando si è celebrato l’Africa Day, iniziativa promossa da Angola e Zimbabwe che ha visto la partecipazione dei Paesi africani presenti all’Esposizione Universale.

Expo 2015 può anche essere visto come la conferma dei cambiamenti negli assetti mondiali. La presenza dei Paesi africani all’Esposizione Universale è infatti massiccia visto che i temi principali dell’Expo toccano assai da vicino il continente nero: la sicurezza alimentare, i modelli di sviluppo sostenibile, la lotta contro la fame e la povertà. Un continente dove ancora regnano profonde contraddizioni, spesso generate dai big internazionali dell’industria agro-alimentare che non sempre seguono la via della sostenibilità.

Chi ha un legame particolare con l’Africa è senza dubbio l’Eni. Il colosso petrolifero è infatti “Official Partner for Sustainability Initiatives in African Countries” di Expo 2015. Un’occasione unica per approfondire le numerose iniziative a supporto dello sviluppo locale con particolare attenzione all’accesso all’energia nel suo significato più profondo di sostenibilità, cooperazione, innovazione e ricerca. Un impegno che ha radici lontane e il legame costruito con il continente fa di Eni la prima compagnia internazionale in termini di produzione di idrocarburi presente sul territorio africano.

Tra i Paesi africani l’azienda del Cane a sei zampe è da più tempo presente in Nigeria. Già nel 1987 nacque il progetto Green River Project (GRP) a sostegno dello sviluppo agricolo nei quattro Stati dove NAOC, consociata Eni, ha le sue attività: Imo, Delta, Rivers e Bayelsa. Attraverso il GRP, Eni ha lavorato per costruire forti e stabili relazioni con oltre 330 comunità della zona, ma anche con le istituzioni a livello federale e locale, con gli istituti di ricerca nazionali e internazionali, le università, le organizzazioni che si occupano di sviluppo e le organizzazioni non governative. In questi 28 anni di attività, sono stati oltre 500mila le persone che hanno tratto benefici dall’attività svolta.

Un accenno va fatto anche per l’Angola che lo scorso 17 settembre ha celebrato proprio ad Expo il National Day ricordando l’eroe nazionale, Agostinho Neto, fondatore della patria, nonchè leader dell’indipendenza angolana e primo presidente. Nel Paese africano Eni ha sviluppato nel corso degli anni una serie di progetti e uno dei più importanti è stato denominato Kilamba Kiaxi, una delle 9 municipalità in cui è divisa la capitale Luanda. E’ qui appunto che Eni Foundation si è impegnata con il suo progetto per ridurre l’incidenza delle malattie prevenibili e di quelle dovute a malnutrizione.

Il progetto è stato teso a migliorare l’accesso ai servizi di assistenza al bambino (programmi di vaccinazione e di educazione alimentare, assistenza pediatrica) e alla madre (gravidanza, parto e post parto). L’iniziativa, volta alla riduzione della mortalità infantile e alla tutela della salute materna, si è inserita nella strategia di sviluppo socio-economico e di protezione dell’infanzia concordata dal Governo angolano con l’Unicef.

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