Missioni spaziali: un successo anche italiano

Scritto il alle 13:25 da Redazione Finanza.com

Dal petrolio alle missioni spaziali. Non stiamo parlando di fantascienza ma della partecipazione di Eni, attraverso la controllata Tecnomare, alle missioni spaziali Rosetta e ExoMars. L’obiettivo è quello di trasferire le tecnologie sviluppate nel settore oil & gas, soprattutto in aree cosiddette “di frontiera” come l’artico o le acque profonde, in ambiti tecnologicamente innovativi come ad esempio quello spaziale.

ExoMars, tecnologia per il Pianeta Rosso

ExoMars è una missione russo-europea di esplorazione su Marte in fase di sviluppo da parte dell’Agenzia Spaziale Europea e dall’Agenzia Spaziale Russa. La missione prevede l’invio di un orbiter e un dimostratore tecnologico di ingresso e discesa nel 2016, mentre nel 2018 verrà rilasciato sulla superficie marziana un rover ESA. Il rover è un veicolo adibito al trasporto su un corpo celeste.
Proprio al rover è legato il lavoro di Eni, impegnata nello sviluppo di componenti chiave per il prelievo di campioni del suolo marziano alla profondità di due metri, al fine di analisi biologiche.

La missione Rosetta

Rosetta è una missione spaziale sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, lanciata nel 2004, con l’obiettivo di studiare la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko. Eni ha contribuito allo sviluppo del sistema SD2, che ha lo scopo di raccogliere i campioni del suolo e di trasferirli, all’interno della sonda, ai diversi dispositivi che eseguono le analisi in-situ.
Sempre attraverso la sua controllata Tecnomare, il gruppo petrolifero ha progettato il dispositivo di acquisizione dei campioni dal suolo della cometa curandone anche l’ingegnerizzazione, costruzione, test e preparazione per l’integrazione con la sonda destinata all’atterraggio della cometa.

Il ruolo chiave della tecnologia

La partecipazione di Eni alle missioni spaziali rientra nel ruolo chiave che il settore “Ricerca e Sviluppo” riveste per una compagnia petrolifera. La produzione di idrocarburi localizzati in aree di frontiera tecnologica (ad esempio acque profonde e zone artiche) rappresenta infatti un forte stimolo per l’industria petrolifera per ampliare il proprio portafoglio tecnologico. Sempre la tecnologia è fondamentale per accedere alle risorse migliorando l’efficienza delle operazioni e la loro sostenibilità.
Oltre alle missioni spaziali, la tecnologia ha ovviamente un ruolo chiave anche per i business strategici di Eni come le attività upstream e downstream, oltre che per le energie rinnovabili come il fotovoltaico avanzato e il solare a concentrazione.

 

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