Microcredito: come funziona, come accedere, i beneficiari

Scritto il alle 09:08 da Redazione Finanza.com

Il problema del credito nel nostro Paese continua a essere molto avvertito. Le banche, infatti, hanno ormai da tempo ristretto drasticamente il loro intervento a favore dell’economia reale, ovvero verso le imprese e le famiglie, nonostante i tentativi della Banca Centrale Europea di fornire alle stesse denaro a basso costo a questo scopo.

Di fronte a questa difficile situazione, si è attivato anche il Movimento 5 Stelle, che di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato vita al microcredito dedicato alle imprese che trovano difficoltà ad accedere al normale credito bancario. Un problema che assilla soprattutto le aziende di nuova costituzione, le quali non godono di sufficienti garanzie da presentare a supporto della propria richiesta.
Proprio per dare una risposta in tal senso, i parlamentari del movimento fondato da Beppe Grillo hanno rinunciato ad una parte della loro indennità mettendola a disposizione di un fondo. I soldi sono stati riversati sullo stesso grazie ai bonifici effettuati su un conto messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, integrando i 30 milioni messi a disposizione dal dicastero, portando quindi la dotazione a 40 milioni complessivi. Le cifre erogate rappresentano non un finanziamento a fondo perduto, bensì un’erogazione a titolo oneroso, ovvero che deve essere ripagata, anche se a condizioni di favore, dai beneficiari.

I soggetti che possono usufruire del microcredito sono tutte le imprese individuali con partita IVA da non più di un quinquennio e che non oltrepassino la soglia dei cinque dipendenti, oltre ai professionisti iscritti agli ordini professionali. Sono invece escluse le persone fisiche le quali non siano ancora in possesso di partita IVA.
I requisiti per accedere alla garanzia sono: non aver oltrepassato nei tre anni precedenti alla richiesta attivi di bilancio superiori ai 300mila euro all’anno o ricavi lordi eccedenti i 200mila euro, e non avere oltrepassato i 100mila euro di passivo.

Per quanto riguarda invece gli importi, ogni erogazione può arrivare sino ad un massimo di 25mila euro, i quali possono essere integrati da ulteriori 10mila, nel caso il contratto di finanziamento preveda l’erogazione in più soluzioni. In questo caso, la cifra aggiuntiva viene subordinata al realizzarsi di due precise condizioni: che siano state versate normalmente le sei rate pregresse e che sia andato regolarmente avanti lo sviluppo del progetto oggetto del finanziamento. Una verifica, quest’ultima, che deve essere realizzata dalla banca sulla base dei risultati intermedi stabiliti in sede contrattuale.

In un recente comunicato, la Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro ha proceduto ad elaborare un report sul primo bimestre in cui il microcredito ha potuto operare. Secondo i dati disponibili, a fronte di oltre 20mila richieste, le banche avrebbero accettato appena un quinto delle domande. Il grosso delle richieste è arrivato già nel corso del click day che era stato messo in cantiere per far decollare l’iniziativa, mentre nei giorni successi sono arrivate circa cento richieste in media. Da questi dati si può quindi affermare come ancora una volta il sistema bancario mostri una scarsa voglia di finanziare operazioni di business marginale, come rilevato del resto dalla Fondazione dei Consulenti del Lavoro.

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