Cosa è la dracma greca: la sua storia, il significato, il cambio con l’euro

Scritto il alle 12:49 da Redazione Finanza.com

La crisi finanziaria della Grecia e l’imminente Greferendum hanno riportato d’attualità la dracma, moneta nazionale per 170 anni circa, ma forse pochi sanno che il nome dracma nacque molti secoli prima. Infatti nell’antichità con questo termine si era soliti riferirsi all’unità di misura utilizzata nella realtà dell’antica Grecia. Molte infatti erano le città-stato elleniche che la utilizzavano con questo significato. Il nome dracma deriva da una forma verbale dell’antica Grecia, la cui traduzione in lingua italiana è “afferrare”. Una delle sue caratteristiche principali era quella di essere “battuta a mano”, il che faceva si che le immagini sulle monete fossero in rilievo.

Fatta questa importante precisazione, quand’è che il termine dracma cominciò ad essere utilizzato per riferirsi alla moneta nazionale? La risposta a questa domanda ci porta all’anno 1832, quando la Grecia riuscì a divenire un’entità statale autonoma. Circa 30 anni dopo, precisamente nel 1868, il paese entrò a far parte dell’Unione monetaria latina. L’ingresso in questa organizzazione segnò un momento importante perchè la moneta nazionale divenne uguale a quella italiana e a quella transalpina per quel che riguardava valore e peso.

Un momento difficilissimo nella storia monetaria del paese arrivò nel periodo tra il 1941 e il 1944: in questi tre anni, in piena occupazione nazista, l’inflazione schizzata a livelli altissimi e il depredamento da parte degli occupanti delle riserve monetarie del paese fecero si che la dracma divenisse praticamente carta straccia: addirittura si arrivò nel 1944 a scambiare le vecchie dracme con le nuove con il mirabolante rapporto di 50.000.000.000/1.

Pochi anni dopo la fine del conflitto mondiale la moneta subì una nuova svalutazione e nel 1953, con l’obiettivo di porre un freno ad una inflazione fuori controllo, il paese prese parte al sistema di Bretton Woods. Tre anni dopo la situazione era migliorata, visto che per avere un dollaro americano, allora valuta di riferimento per capire lo stato di salute monetario, erano necessarie 30 dracme.

Nel 1973 l’abolizione degli accordi di Bretton Woods portò la valuta greca ad un ulteriore deprezzamento nei confronti della moneta americana, portando il cambio a 400 dracme contro un dollaro.

Nel gennaio del 2001 il paese è entrato nell’Unione Europea e la moneta ufficiale del paese divenne, come da trattati istitutivi dell’Unione Europea stessa, l’euro. Si decise che il tasso di cambio tra la nuova moneta e quella che fino a quel momento era stata la valuta utilizzata in tutto il paese in 340,75 dracme per un euro.

L’euro fu subito utilizzato come unica moneta per tutte quelle operazioni di pagamento “non fisiche”, come ad esempio i pagamenti tramite bancomat. L’entrata in pensione definitiva della dracma si ebbe il primo giorno di marzo del 2002, a due mesi di distanza dalla circolazione nel paese delle banconote e delle monete in euro.

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