Privacy: difendere i dati di ogni consumatore, come e perchè

Scritto il alle 06:16 da Redazione Finanza.com

La figura professionale del privacy officer: già presente in 15 stati dell’UE, ma non in Italia.

Che gli utenti siano sempre più spiati quando navigano in rete non è più una novità, come dimostrano i numerosi annunci pubblicitari che compaiono e ci perseguitano sul browser, i quali rispecchiano con estrema precisione i nostri gusti ed abitudini di consumo, tanto è che di recente il Garante è intervenuto con un provvedimento che ha introdotto l’obbligo di informare l’interessato quando il sito web utilizza cookies che profilano i nostri comportamenti online.

Ulteriori garanzie per il consumatore potranno arrivare dal regolamento europeo sulla protezione dei dati che proprio in questi giorni è entrato nella fase dei negoziati per la sua approvazione finale entro quest’anno, che introdurrà la figura del privacy officer già esistente in altri 15 Stati membri dell’UE, ma non l’Italia.
Sebbene si tratti di un professionista che nelle aziende e nelle pubbliche amministrazioni ha il compito di vigilare sul rispetto del Codice sulla protezione dei dati personali, contribuendo quindi a dare trasparenza e maggiori tutele sul rispetto della privacy dei cittadini, in Italia non è ancora stata infatti emanata alcuna legge specifica, né il Garante ha adottato provvedimenti per disciplinare il privacy officer.
Oltre all’arrivo del Regolamento Europeo, sembra però che anche a livello nazionale ci siano nuovi sviluppi importanti, dato che è appena partito ufficialmente un progetto di Norma UNI che potrà definire i profili delle figure professionali che si occupano di privacy.

“In Italia la privacy è considerata ancora come una burocrazia inutile, consistente in documenti da firmare, ma spesso sono i consumatori stessi ad autorizzare inconsapevolmente l’utilizzo dei loro dati per finalità di marketing in cambio di una fidelity card o attratti dalla possibilità di ricevere un certo premio, e non di rado questo avviene in maniera non trasparente senza ricevere un’adeguata informativa, o senza la possibilità di prestare un consenso legalmente valido – spiega il presidente di Federprivacy Nicola Bernardi – L’introduzione del privacy officer può dare maggiori garanzie agli utenti circa il rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. La nostra associazione conta circa 1.000 associati, e dal 2011 ha promosso la certificazione del privacy officer rilasciata dal TÜV Examination Institute sulla base del nostro disciplinare. Tuttavia, servono regole condivise per dare più trasparenza al mercato, e quindi anche maggiori tutele per gli utenti finali. Per questo, dal settembre del 2013 abbiamo chiesto ad UNI di sviluppare una norma tecnica sulle figure professionali in ambito privacy.”

Poichè lo sviluppo di una norma tecnica deve avvenire secondo precisi principi di partecipazione e trasparenza, e rispondere alle concrete esigenze del mercato, grandi imprese e associazioni di categoria hanno adesso tempo fino al 2 luglio per inviare i loro commenti dal sito di UNI in qualità di stakeholders, con la possibilità di partecipare poi direttamente al tavolo dei lavori. (Codice Progetto E14D00036). Prossima riunione per il progetto di norma sulle figure professionali esperte di privacy all’ Ente Italiano di Normazione è fissata in calendario per il 16 luglio 2015.

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