Chi è Bernie Ecclestone, il Boss della Formula 1

Scritto il alle 12:39 da Redazione Finanza.com

Scopriamo Bernie Ecclestone, il capo della Formula 1, che ha trasformato la disciplina più famosa dei motori in un grande business: la biografia, il suo ingresso negli sport di velocità, la creazione della FOCA e la gestione dei diritti sportivi

Bernie Ecclestone, all’anagrafe Bernard Charles Ecclestone, è ormai da 30 anni circa il “boss” della Formula Uno; sotto il suo comando si è trasformata da un evento prettamente sportivo ad una struttura commerciale sempre più redditizia. Il controllo sul mondiale più amato dagli appassionati di automobilismo è praticamente totale e nulla si muove nel Circus della Formula Uno senza l’approvazione di Bernie. Per la migliore gestione possibile, Ecclestone si serve di una serie di società, la Formula One Management (FOM), nella quale ha ricoperto fino allo scorso anno il ruolo di direttore esecutivo. Secondo una stima del Sunday Times, il patrimonio personale ammonterebbe a circa due miliardi di sterline, facendone una delle persone più ricche del Regno Unito.

Cenni biografici

Nato a Ipswich il 28 ottobre 1930, Ecclestone inizia a lavorare a soli 16 anni, dopo aver lasciato la scuola, entrando in un laboratorio chimico in qualità di assistente. Già a quell’età però, la passione principale del giovane Bernie è senza alcun dubbio sono i motori, febbre che tiene alta sia come pilota di moto sia come venditore di pezzi di ricambio sempre per le moto, un’attività che gli permette di poter partecipare alle gare auto-finanziandosi. Come pilota Ecclestone non è certamente un fenomeno, mentre negli affari dimostra subito un talento sopra le righe ed insieme ad un socio fonda una società che nel corso degli anni porterà a divenire una grande concessionaria. All’età di 19 anni tenta anche di gareggiare in Formula 3, ma la sua esperienza è brevissima e si conclude dopo essere stato protagonista di un brutto incidente sul circuito inglese di Brands Hatch. Ecclestone si dedica quindi solo alla sua carriera nel mondo degli affari.

Gli inizi: la carriera da manager

Nel 1957 è ancora protagonista nel mondo delle quattro ruote, diventando manager del pilota inglese Stuart Lewis-Evans; in seguito acquista la scuderia Connaught, affidando la guida della monoposto allo stesso Lewis-Evans, che però sarà vittima di un tragico incidente alla fine della stagione, stavolta al volante di una Vanwall. L’inglese morirà pochi giorni dopo in conseguenza delle ferite riportate e l’evento luttuoso porterà Ecclestone alla decisione di abbandonare le gare automobilistiche.

Vi farà ritorno sul finire degli anni sessanta, quando diventa manager per il grande pilota austriaco Jochen Rindt. Rindt muore nel 1970 sul circuito di Monza nel corso del GP d’Italia, ma conquista, postumo, il mondiale. Ancora una volta Ecclestone abbandona le corse, ma l”allontanamento durerà solo un biennio, in quanto nel 1972 torna in pista acquistando da Ron Tauranac, la scuderia Brabham, creata dal grande ex pilota australiano.

Nasce la FOCA:  la Formula 1 diventa un grosso business

Insieme ad altri proprietari di scuderie inglesi, come Chapman, Tyrrell, Mosley, Williams e Mayer, Ecclestone nel 1974 fonda la FOCA, un’associazione che si propone di opporsi alla FIA, la federazione internazionale, che da sempre organizza tutte le gare automobilistiche. La “guerra” tra le due potenze si sviluppa subito per quanto riguarda i premi per le scuderie che partecipano al mondiale, ed in seguito, con l’affermarsi delle trasmissioni in diretta dei GP, i diritti televisivi. In quegli anni oltre che tra le due associazioni, lo scontro si era portato piano personale, tra Ecclestone e Balestre, presidente della FIA.

Dopo diversi anni, nel 1981, le parti firmano un accordo, chiamato “Patto della Concordia”, con il quale la FOCA assume il controllo dei diritti televisivi. Alla fine della validità dell’accordo Ecclestone riesce ad entrare nei ranghi della FIA, ed intanto con la sua scuderia, che in seguito venderà all’Alfa Romeo, riesce a primeggiare, con Nelson Piquet come pilota, in due campionati del mondo. La FOCA, in pratica, cessa di esistere ma per la gestione dei diritti il manager inglese da immediatamente vita alla FOPA, che si trasforma poco dopo in FOM, ampliando gli aspetti della gestione che diventa non solo quella dei diritti, ma anche quella dei premi assegnati nei vari GP, diventando di fatto il gestore unico della Formula Uno. A fronte di questo “dominio”, Ecclestone accresce la professionalità del mondo della Formula Uno, e riesce a far entrare tra i partecipanti varie case costruttrici tra le più famose, sia come costruttori che come fornitori di motori o di pneumatici. Dopo che nel 1995 la FOM aveva ottenuto i diritti commerciali per 15 anni, già nel 2000, un ulteriore accordo sancisce che questi diritti apparterranno al FOM sino al 2110, addirittura per più di un secolo!

Il legame con Briatore: il calcio

Ecclestone decise nel 2007 di entrare nel mondo del calcio inglese. Assieme all’amico Flavio Briatore divenne socio di maggioranza dello storico club londinese del QPR, allora militante nella Premiership, la Serie B inglese. Con la speranza di fare un buon affare, riportando il club ai piani alti del calcio inglese, il binomio è riuscito nell’impresa, con la promozione nella ricca Premier League. Tuttavia nel 2011, i due decisero di uscire dalla società in seguito a divergenze con il terzo socio, preferendo vendere la maggioranza azionaria al magnate malaysiano Tony Fernandes, proprietario del team di Formula 1 Lotus.

Vita privata

Son ben tre i matrimoni contratti da Bernie Ecclestone: il primo fu nel 1952 con Ivy Bamford, dalla cui unione nacque la prima figlia, Deborah. Successivamente si risposò nel 1984 con la modella Slavica Radić, dalla quale ebbe ancora due figlie femmine, Tamara e Petra. Nel 2009 arrivò un divorzio alquanto burrascoso, che comportò un esborso ingente per le tasche del patron della Formula 1. Infine, nel 2012, l’ultima “si” fu dichiarato con la modella brasiliana Fabiana Flosi, di ben 46 anni più giovane.

Negli ultimi giorni Ecclestone è stato anche protagonista di colloqui con i responsabili dell’autodromo di Imola, il circuito romagnolo uscito dalla lista dei GP dopo l’abolizione della gara di San Marino per fare spazio a nazioni più redditizie, ma di scarsa tradizione motoristica come Singapore ed Abu Dhabi. Il tentativo di rientro nel mondo dorato della Formula 1 è collegato alla prossima scadenza del contratto con Monza per il Gran Premio d’Italia, datato 2016, accordo che potrebbe non essere rinnovato, portando così di nuovo i bolidi sul circuito dedicato ad Enzo e Dino Ferrari nella città adriatica.

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