Mutui Casa: cosa detrarre nel 730/2015

Scritto il alle 16:26 da Redazione Finanza.com

Anche quest’anno il modello 730 offre la possibilità di detrarre alcune voci di spesa relative ai mutui accesi per la casa. Vediamo nel dettaglio quali sono, specificando che la detraibilità è diversa a seconda che si tratti di mutuo per l’acquisto della prima casa o di mutuo per costruzione o ristrutturazione.

Mutui ipotecari per l’acquisto della “prima casa”

Interessi passivi dei finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione principale. La percentuale scaricabile, confermata anche per il 2015, è pari al 19% con un tetto massimo di 4mila euro; pertanto la riduzione di imposta massima applicabile è di 760 euro. A tali interessi possono essere aggiunti anche gli oneri accessori legati al contratto di mutuo, le commissioni pagate per l’intermediazione, gli oneri fiscali, le eventuali imposte di iscrizione o cancellazione di ipoteca, le spese notarili e quelle delle eventuali perizie. Nessuna detraibilità invece per le polizze vita, in genere collegate ai contratti di mutuo proposti.

Con il termine “prima casa”, si intende, a partire dal 2001, l’abitazione dove dimorano abitualmente il contribuente o i suoi familiari. La detrazione spetta pertanto unicamente al contribuente che ha acquistato la casa ed è titolare del contratto di mutuo, anche nel caso l’immobile venga adibito ad abitazione principale di un suo familiare (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado).

Mutui per costruzione o ristrutturazione di abitazione principale

Per i mutui ipotecari a partire dal 1998 è detraibile dall’imposta sul reddito un importo pari al 19% dei seguenti oneri: interessi passivi; oneri accessori; quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione.

Per interventi di ristrutturazione (Circ. Min. 95 del 12/5/2000) sono da intendersi quelli soggetti a concessione edilizia, cioè volti a trasformare un organismo edilizio già esistente attraverso un insieme sistematico di opere in un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente. L’importo massimo (compresi gli oneri accessori) su cui calcolare la detrazione del 19% è pari a 2.582,28 euro complessivi. La detrazione è ammessa a patto che i lavori abbiano inizio nei sei mesi antecedenti o nei diciotto mesi successivi alla data di stipula del contratto di mutuo e che l’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale entro sei mesi dal termine dei predetti lavori.

Mutui ipotecari per acquisto altri immobili

Se ad essere interessato non è la prima casa, cambiano i criteri della detraibilità concessa. Più precisamente, risulta detraibile dall’IRPEF un importo pari al 19% dei seguenti oneri: interessi passivi; oneri accessori; quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. L’importo massimo su cui calcolare la detrazione è pari 2.065,83 euro per ciascun intestatario del mutuo. Il mutuo deve essere stato acceso prima del 1993:

° mutui ipotecari stipulati entro il 31 dicembre 1990 per l’acquisto di immobili diversi dall’abitazione principale, per esempio pertinenze dell’abitazione principale, immobili concessi in locazione, etc;
° mutui ipotecari stipulati nel periodo  01/01/1991 – 31/12/1992 per l’acquisto di immobili da adibire a propria abitazione diversa da quella principale (abitazione secondaria) e per i quali non sia variata tale condizione nella rimanente parte dell’anno e in quelli successivi.

Mutui contratti nel 1997 per recupero edilizio

In caso di mutui, anche non ipotecari, accesi nell’anno solare 1997 allo scopo di effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione degli edifici, è detraibile dall’imposta sul reddito un importo pari al 19% di: interessi passivi; oneri accessori; quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione. Il tetto massimo su cui calcolare la detrazione del 19% è di 2.582,28 euro totali, quindi da suddividere in caso di più contraenti.

Condizione essenziale, è appunto che il contratto di mutuo sia stato stipulato nel 1997 con lo specifico scopo di finanziare interventi di recupero edilizio riguardanti sia immobili adibiti ad abitazione, principale o secondaria, sia unità immobiliari adibite ad usi diversi (ad es. box, cantine, uffici, negozi, ecc.).

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