Elezioni regionali 2015: i sistemi elettorali

Scritto il alle 12:06 da Redazione Finanza.com
Elezioni Regionali 2015: ad ogni Regione il suo sistema

Le elezioni regionali 2015 chiameranno ai seggi il 31 maggio gli abitanti di Veneto, Toscana, Marche, Umbria, Campania, Puglia e Liguria. Ogni regione avrà però differenti sistemi elettorali in quanto il “Tatarellum”, la legge del 1995 istituita per regolare il sistema elettorale regionale, è stato modificato da alcune revisioni costituzionali che hanno permesso alle singole Regioni di dotarsi di una propria normativa. L’unico punto in comune (eccetto la Toscana) è rappresentato dall’elezione diretta del presidente della Giunta regionale, dunque con turno unico.

VENETO

Sistema proporzionale con premio di maggioranza variabile. La coalizione collegata al presidente eletto ottiene il 60% dei seggi se ha ottenuto almeno il 50% dei voti validi. La percentuale di consiglieri attribuiti scende al 57,5% e al 55% se, rispettivamente, si è superato o non si è raggiunto il 40% delle preferenze. E’ possibile votare solo per il Presidente, per il Presidente ed una lista collegata oppure effettuare il voto disgiunto.

TOSCANA

E’ l’unica regione a prevedere il ballottaggio tra i due candidati più votati se nessuno al primo turno ha superato il 40%. Per l’attribuzione dei 40 consiglieri regionali, è in vigore il sistema proporzionale con premio di maggioranza che garantisce il 60% dei seggi se il presidente è stato eletto con il 45%, ma se non ha raggiunto tale soglia al primo turno o è stato eletto al secondo la quota di seggi attribuita è del 57,5%. Comunque le opposizioni in Consiglio hanno garantito almeno il 35% dei seggi. Fra questi anche i candidati alla presidenza della Giunta non eletti, a patto che alle liste collegate siano stati attribuiti consiglieri. Incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere. Il meccanismo dello sbarramento non è semplice: 10% per la coalizioni, a condizione che contengano almeno un gruppo di liste che abbia raggiunto il 3%. Per i gruppi di liste non uniti in coalizione 5%. Stessa soglia per i gruppi di liste che siano nelle coalizioni che non hanno superato lo sbarramento. Possibile voto disgiunto per candidato alla presidenza e lista non collegata, mentre il voto per la lista collegata va automaticamente anche al candidato presidente. Per i consiglieri si possono esprimere fino a due preferenze, a patto però che siano di genere diverso, pena l’annullamento del secondo voto.

UMBRIA

Elezione del presidente a turno unico e del consiglio regionale con sistema proporzionale. Non è possibile il voto disgiunto, che comporta l’annullamento della scheda. L’assemblea è composta da 20 membri più il governatore e sette seggi sono comunque riservati alle opposizioni. Tra questi quelli per tutti i candidati presidenti non eletti, a condizione che la coalizione o la lista ad essi collegati abbia ottenuto almeno un rappresentante. In ogni caso entra nel Consiglio il candidato presidente arrivato secondo, al quale spetta un seggio aggiuntivo rispetto a quelli garantiti alle minoranze. Possibile esprimere il voto di preferenza, se due debbono essere per generi diversi.

MARCHE

La legge elettorale approvata nel febbraio scorso che modifica quella del 2004 introduce il divieto di più di due mandati consecutivi per il presidente della Regione, vincolo che varrà però dal 2015 in poi. Trenta i membri del Consiglio regionale più il governatore. Alla coalizione vincente vanno comunque 18 seggi se ha raggiunto il 40%; 17 se ha superato il 37%; 16 se ha superato il 34%. Sbarramento al 5% per la coalizione, derogabile se almeno un gruppo di liste che ne fa parte abbia superato il 3%. Entra in Consiglio il candidato presidente collegato alla coalizione arrivata seconda. Nullo l’eventuale voto disgiunto a candidato presidente e lista non collegata, ammesso un solo voto di preferenza.

PUGLIA

Elezione diretta del presidente della Regione, che fa parte del Consiglio regionale in aggiunta ai 50 membri, tra i quali il primo dei non eletti tra i candidati governatore. Possibili voto disgiunto e una preferenza, nelle liste ciascun genere può avere una rappresentanza massima del 60%. Doppio sbarramento per coalizione, 8%, e per i gruppi di liste che ne fanno parte, che accedono alla ripartizione dei seggi se giungono al 4%. Premio di maggioranza che garantisce 29 consiglieri se si raggiunge il 40% dei voti; 28 nel caso il range della percentuale sia tra il 35% e il 40%; 27 se si rimane al di sotto del 35%.

CAMPANIA

Possibilità di voto disgiunto per presidente e liste collegate, con doppia preferenza per il consigliere a patto che siano di genere diverso. Inoltre nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati. Sistema proporzionale con premio di maggioranza, che garantisce alle liste che sostengono il presidente il sessanta per cento dei 50 membri del Consiglio regionale (ai quali si aggiunge il governatore). In ogni caso la maggioranza non può avere più del 65% dei seggi. Nelle file dell’opposizione anche il primo dei candidati presidenti non eletti.

LIGURIA

Il Consiglio regionale non è ancora riuscito ad approvare un proprio sistema di voto, perciò si andrà alle urne con il ‘Tatarellum’. L’80% dei seggi viene assegnato su base proporzionale ripartiti tra liste provinciali, mentre il restante 20% con il cosiddetto listino bloccato collegato al candidato presidente, in modo da garantirgli la maggioranza in Consiglio. Se la però coalizione raggiunge o supera il 50% dei rappresentanti già con le liste provinciali, dal listino verranno eletti soltanto 3 consiglieri, cioè il 10% dell’assemblea, composta da trenta consiglieri più il presidente della Giunta. Possibilità di esprimere voto disgiunto ed una preferenza, sbarramento al 3% per le liste provinciali a meno che non siano collegate ad una lista regionale che abbia superato il 5%.

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