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Naspi: la nuova indennità di disoccupazione

Scritto il alle 12:55 da Redazione Finanza.com
NASPI: la nuova indennità di disoccupazione

Dal Primo maggio è in vigore Naspi, la “nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego”, che insieme ad altre norme fa parte del “Jobs Act”, la riforma del mondo del lavoro, una delle priorità del premier Matteo Renzi. In sintesi il sussidio di disoccupazione (solo se involontaria) verrà erogato in base ai contributi versati, per almeno 4 anni, prima della perdita del posto di lavoro fino ad un massimo di 24 mesi e un minimo di 18 mesi.

Naspi 2015: dati di base

Questa nuova indennità potrà essere erogata al massimo per 24 mesi, ed al termine della validità si potranno avere delle proroghe. Come detto la sua validità è a far data dal 1° maggio scorso, ed l’importo massimo sarà di 1300 euro, cifra che, dopo i primi 4 mesi di erogazione, verrà ridotta del 3%. In merito alle proroghe, solo per il 2015 sarà disponibile l’Asdi, “Assegno di disoccupazione” una prestazione che sarà riconosciuta a quei soggetti che dopo la scadenza della Naspi, non siano riusciti a trovare un lavoro e sia no in condizioni di “particolari necessità”. Chi usufruirà dell’Asdi, che ha una durata massima di 6 mesi, percepirà un assegno pari al 75% dell’indennità Naspi percepita. Per l’Asdi è stato costituito un apposito fondo con una cifra totale di 300 milioni di euro, e pertanto le prestazioni saranno garantite solo fino all’esaurimento delle risorse.

Naspi 2015: Chi ha diritto

La nuova normativa introdotta dal 1° maggio tende ad ampliare il numero dei beneficiari potenziali, in quanto ad avere diritto alla Naspi sono tutti i lavoratori dipendenti, comprendendo quindi anche gli apprendisti, il personale artistico che abbia instaurato un contratto di lavoro come dipendente, ed anche i soci delle cooperative che siano nello stesso tempo dipendenti della cooperativa stessa. Restano esclusi dalla Naspi i lavoratori che operano nella pubblica amministrazione con contratto a tempo indeterminato. e gli operai agricoli, sia a tempo indeterminato che determinato, per i quali saranno varate norme specifiche.

Naspi 2015: requisiti necessari

Per accedere all’indennità occorre che i lavoratori abbiano realizzato nei quattro anni precedenti la domanda, un minimo di tredici settimane di contribuzione, e nello stesso tempo abbiano lavorato almeno 30 giorni nei precedenti 12 mesi. La domanda della Naspi si dovrà presentare presso l’Inps, e dovrà essere fatta entro il termine di 68 giorni dalla perdita del posto di lavoro. Il sussidio potrà essere richiesto anche dai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto.

Naspi 2015: durata e importo

Calcolare la durata di erogazione del trattamento è facile: è pari alla metà del numero delle settimane lavorate nel corso degli ultimi quattro anni (tetto massimo) che come detto, è pari a 24 mesi. Il governo al momento ha già stabilito che dal 1° gennaio 2017 la NASPI verrà erogata per un massimo di 18 mesi, salvo che non si reperiscano nel frattempo le risorse necessarie per garantire la prosecuzione. Fissato a 1300 euro mensili il tetto massimo, per calcolare l’importo si deve trovare la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, Nel caso in cui la cifra calcolata resti al disotto di 1195 euro, si ha diritto al 75%, mentre se è superiore, si percepirà anche una somma pari al 25% della differenza tra la cifra reale ed i 1195 euro.

Lavoratori licenziati per motivi disciplinari: il caso particolare

L’indennità verrà riconosciuta anche ai lavoratori che hanno visto risolversi il rapporto di lavoro per motivi disciplinari. E’ stato il Ministero del Lavoro a confermarlo con l’interpello 13/2015, ribadendo che il concetto chiave per l’erogazione della NASPI è la perdita involontaria del posto di lavoro. Pertanto anche ai lavoratori licenziati per questo motivo spetta il sussidio

Cassa integrazione Zero Ore: come viene conteggiata                                                

Un dubbio poteva sorgere per quei lavoratori attualmente in Cassa Integrazione e più precisamente a Zero Ore, dunque senza fornire alcuna attività per l’azienda con cui sono contrattualizzati. Il Ministero ha specificato che tali periodi devono essere considerati periodi neutri la cui durata aumenta il requisito fondamentale delle 13 settimane di contribuzione, nel corso dei 4 anni precedenti. Identica valutazione anche per il nuovo requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi prima della perdita del posto di lavoro.

 

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