Robero Perotti, chi è il consigliere di Matteo Renzi per la spending review

Scritto il alle 16:02 da Redazione Finanza.com

Scopriamo chi è Roberto Perotti: biografia e curriculum dell’economista scelto da Renzi per “cambiare passo”

Roberto Perotti: l’esperto scelto da Renzi

Il personaggio
Il nome di Roberto Perotti è balzato agli onori della cronaca da quando la sua figura è stata associata alla spending review. Ma vediamo di tracciare l’identikit di questo personaggio legato al governo Renzi. Nato a Milano nel 1961, Perotti è un’economista italiano e professore di economia politica presso la Bocconi. Dopo la laurea in discipline economiche e sociali presso la stessa Università, nel 1991 ha conseguito negli USA un dottorato di ricerca in economia. Negli anni seguenti, ad Harvard, Roberto Perotti ha conseguito un post- Dottorato e ha svolto importanti attività di ricerca presso le Università di New York e di Tel Aviv. Prima di tornare in Italia, l’attuale consigliere del premier Matteo Renzi, ha ricoperto altri ruoli importanti lavorando in qualità di consulente per diverse organizzazioni internazionali. Al ritorno in patria, prima ha svolto attività d’insegnamento presso lo European University Institute di Firenze e successivamente è passato alla Bocconi di Milano dove, da novembre 2006 a novembre 2008, è stato direttore del centro ricerca IGIER. Tra i suoi lavori anche la pubblicazione (2008) di un libro che traccia un quadro della difficile situazione del sistema accademico italiano.

Spending review
La nuova spending review è in fase di lavorazione e nel giro di qualche mese conosceremo i primi sviluppi. Una manovra che dovrebbe diventare definitiva per fine anno in vista della prossima Legge di Stabilità. Nuove misure che dovrebbero prevedere interventi di riduzione e riqualificazione della spesa per circa 12 miliardi. Il governo conta di recuperare circa la metà delle risorse dalle misure collegate alla riforma della Pubblica Amministrazione, dalla razionalizzazione dei trasferimenti al trasporto pubblico e dal taglio alle partecipate. Il resto dovrebbe arrivare in buona parte dalle misure sulle Regioni, operazioni coordinate da Gutgeld ed appunto da Perotti, in collaborazione con il Ministero dell’Economia. Un percorso a tappe fatto di scelte ponderate per scongiurare il pericolo di interventi affrettati, rischiosi e di difficile attuazione. Secondo voci trapelate, nella nuova spending sono esclusi interventi sulle pensioni.

Interventi su sconti fiscali, amministrazioni locali e trasporti pubblici
In una recente intervista proprio Roberto Perotti interpellato sulla spending review ha puntato il dito sugli sconti fiscali. Secondo il professore della Bocconi, le detrazioni fiscali che attualmente si aggirano intorno ai 160 miliardi in futuro andranno tagliate di 1,5 miliardi. Sempre secondo l’economista, tutti questi sconti non sono più sostenibili e i tagli ai sussidi aiuteranno a smuovere l’economia, togliendo alcuni privilegi a chi non li merita. Perotti ha anche garantito alcuni tagli alle spese dei singoli ministeri, la stretta sulle Amministrazioni locali e gli interventi sui trasporti pubblici. In quest’ultimo caso, l’intervento riguarderà specialmente l’organizzazione delle linee, ma non l’aumento dei pedaggi. Un lavoro lungo e complesso che richiede il giusto tempo di esecuzione. La macchina operativa è già al lavoro e i tagli dovrebbero essere concretizzati con la legge di stabilità prevista per il 2016.

 

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