Obbligazionario 2015: tattica difensiva e ripartenze in contropiede

Scritto il alle 11:30 da Redazione Finanza.com

Quando il campo è occupato da un avversario nettamente più forte, la vecchia tattica di aspettare e ripartire in contropiede può essere la migliore. L’investitore obbligazionario, nel 2014 e ancora di più nel 2015, si trova a giocare una partita dominata dalle Banche centrali.

Lo schema di gioco è quello della financial repression con due ali avanzanti rappresentate da Federal Reserve e Bank of England in procinto di rialzare i tassi di interesse e il vento a favore di una ripresa economica che si estende anche all’Europa continentale. Per affrontare questa impostazione mantenere in portafoglio una buona dose di liquidità e sfruttare le opportunità che dovessero presentarsi è la scelta degli specialisti sul mercato obbligazionario di Invesco Perpetual.
“Al momento non vediamo tante opportunità ma siamo ben posizionati per sfruttarne di eventuali” spiega Paul Read co-head of Fixed interest. “Siamo sulla difensiva. La duration è bassa in relazione al mercato obbligazionario nel suo complesso in quanto non riteniamo che, a questi livelli, il rischio sia adeguatamente remunerato. Abbiamo anche iniziato a ridurre il rischio di credito nei nostri portafogli. Manteniamo elevati livelli di liquidità: contanti, attività a breve scadenza e governativi molto liquidi). In questa maniera riusciamo a compensare sia il rischio sui tassi di interesse che il rischio di credito e siamo pronti a muoverci se ci saranno buone occasioni”.

Ma dove potrebbero aprirsi interessanti spazi di investimento?

Michael Matthews, gestore reddito fisso di Invesco Perpetual, vede opportunità interessanti nel comparto finanziario: “Sono stati fatti significativi progressi sia dalle autorità politiche che da quelle monetarie sul fronte della solidità del settore bancario. I bilanci sono stati rafforzati. Ne ha beneficiato in particolare il debito subordinato. In questo ambito abbiamo scelto di posizionarci su campioni nazionali di Regno Unito, Francia, Svizzera, Spagna e Italia”.
Anche il dollaro è da tenere d’occhio secondo Stuart Edwards, fixed interest fund manager: “La forza del dollaro continuerà a essere un trend significativo. Il cammino al rialzo già percorso è significativo ma se si guarda al lungo termine non si tratta ancora di un rally fuori dal comune. Inoltre il differenziale di rendimento tra Stati Uniti ed Europa si amplierà e i rendimenti negativi su ampi segmenti del mercato obbligazionario europeo incoraggeranno fuoriuscite di capitale”.
La corrente dovrebbe pertanto scorrere dal Vecchio in direzione del Nuovo Continente ma anche in Europa Edwards è ben disposto alla selezione di posizioni sui bond periferici”.

High-yield da maneggiare con attenzione

Sul fronte dell’alto rendimento al momento paiono essere rientrate le tensioni che hanno caratterizzato il mercato statunitense nella seconda parte dello scorso anno. “L’incrementò nella volatilità – riprende Matthews – ha creato alcune interessanti opportunità di investimento ma bisogna stare attenti. Il livello complessivo di leva finanziaria nelle compagnie high yield inizia a crescere dunque bisogna essere consapevoli dei rischi di credito che potrebbero emergere in futuro”.

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