Svizzera: I frontalieri protestano, in arrivo forti riduzioni di stipendio

Scritto il alle 09:00 da Redazione Finanza.com

Svizzera; E’ in atto una vigorosa protesta da parte dei lavoratori della Exten Sa di Mendrisio, impresa che tratta materie plastiche, in particolare i laminati e fogli in polivinile di cloruro usati in molti settori. Una protesta ad oltranza, cui partecipano a staffetta i lavoratori dell’azienda, motivata dalla recente decisione di decurtare lo stipendio. Una riduzione unilaterale che prevede un taglio del 16% per i lavoratori residenti in Svizzera e del 26% per i frontalieri, ovvero quelli italiani che ogni giorno varcano il confine per recarsi sulle linee produttive.

Dopo quanto successo con la benzina al confine Italia-Svizzera che aveva già colpito duramente i portafogli dei frontalieri tocca agli stipendi subire delle riduzioni.

La protesta è iniziata nella notte di giovedì e prosegue con gruppi di venti persone circa che si alternano in modo da non lasciare mai sguarnito il presidio organizzato anche al fine di sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni.

La decisione presa dai vertici di Exten Sa, una azienda che opera dal 1981 ed è attualmente controllata dalla famiglia Carlini, viene aspramente contestata dai lavoratori ed è motivata dal recente provvedimento con cui la banca centrale elvetica ha svincolato il franco svizzero dall’euro.

A denunciare la situazione in atto, che potrebbe addirittura sfociare in una definitiva chiusura del sito produttivo, è stato Sergio Aureli, di Unia Ticino e Moesa, il quale ha ricordato come il salario degli operai e degli altri dipendenti dell’azienda costituisca in effetti una quota abbastanza contenuta dei costi di produzione.

Andrebbe peraltro ricordato come la decisione della Exten altro non sia che la pratica attuazione di quanto enunciato da Daniele Lotti, il presidente dell’Associazione industrie ticinesi, il quale ha chiesto di controbilanciare la forte rivalutazione della divisa elvetica sull’euro, conseguente alla decisione presa dalle autorità monetarie del paese, con un aggiustamento, naturalmente al ribasso, degli stipendi dei lavoratori frontalieri.

Una presa di posizione contestata non solo dal sindacato di sinistra Unia, ma anche da Meinrado Robbiani, responsabile dell’Organizzazione cristiano sociale ticinese, il quale mette in rilievo come la pratica attuazione di questa politica sarebbe paradossale. In un momento in cui ferve la polemica della Lega dei Ticinesi contro i lavoratori che arrivano dal nostro paese, abbassare le loro retribuzioni porterebbe ad una maggiore convenienza della manodopera italiana rispetto a quella svizzera, con conseguenze occupazionali negative per i lavoratori autoctoni.

Attualmente i turnisti della Exten godono di una paga base che ammonta a 3.200 franchi, la quale verrebbe decurtata di 832 franchi al mese, corrispondenti a più di tre mensilità sulle tredici previste dal contratto.

La questione Exten ha peraltro sollevato grande interesse e preoccupazione anche in Italia. A muoversi sono stati soprattutto i parlamentari eletti nella circoscrizione di Como, i quali non hanno tardato a farsi sentire a sostegno dei frontalieri. Per i parlamentari comaschi, la decisione presa dall’azienda rappresenta infatti una spia estremamente preoccupante circa l’atteggiamento ormai diventato consuetudine da parte di alcune aziende ticinesi nei confronti dei lavoratori provenienti dall’Italia. Atteggiamenti prevaricatori che spesso sfociano nel vero e proprio ricatto e che cadono in un particolare momento storico, quello che vede i due paesi definire nuovi accordi di estrema rilevanza, soprattutto in materia fiscale. Proprio per questo, i parlamentari comaschi chiedono al governo guidato da Matteo Renzi di attivarsi per seguire con il massimo dell’attenzione episodi dal chiaro sapore discriminatorio.

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1 commento Commenta
tikalmat
Scritto il 24 febbraio 2015 at 09:52

interessante, praticamente un frontaliero prima guadagnava una cifra X come operaio, quindio persona che non ha studiato molto… ora il franco si è rivalutato in modo esagerato e la cifra che guadagnava prima è lievitata nel portafogli di questi operai.
invece che guadagnare 2000 (faccio un esempio) si son trovato 3000 in tasca…..
io credo che l’abbassamento dello stipendio sia asoslutamente cosa corretta, le cose devono essere bilanciate in modo giusto e non ci sono operai di serie A perchè vanno in svizzera e operai di serie B perchè sono in italia….se sei operaio e non hai dedicato la tua vita allo studio è giusto che ricevi una cifra congrua all’investimento che hai fatto quando potevi studiare. ma questo principio non è facilmente spiegabile a chi non ha studiato……

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