Diego Piacentini: da Milano agli Usa per diventare il vice-presidente di Amazon

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Era fra il 1977 e il 1978 quando Diego Piacentini – oggi vice presidente di Amazon – all’epoca diciassettenne, parte da Milano per recarsi ad Olympia, nello Stato di Washington, per una borsa di studio della durata di un anno.

Oggi Piacentini ricorda con un sorriso di nostalgia quell’anno trascorso all’estero che, come lui stesso ama ricordare, ha contribuito a renderlo ciò che è adesso. L’America che Piacentini trova al suo arrivo è molto diversa da quella immaginata in quegli anni grazie soprattutto alla televisione e all’invasione dei film di Hollywood. Olympia, infatti, si trova nella zona più rurale degli Stati Uniti, in una cittadina molto piccola rispetto alla Milano che lasciava e l’impatto non è dei più semplici.

Anche la lingua all’inizio costituisce un ostacolo perché l’inglese scolastico che il giovane Piacentini parla e la sua perfetta conoscenza della letteratura inglese ed americana non lo aiutano, però, nella vita pratica di tutti i giorni ‘ad ordinare un hamburger’. Adesso ricorda come all’epoca gli ci vollero quattro mesi almeno per rendere il suo inglese sufficiente ad una conversazione spedita. 

Il vice presidente del colosso americano Amazon rilascia queste dichiarazioni ai margini di un’intervista per i 60 anni di Intercultura, l’associazione che organizza scambi culturali fra i giovani e permette di trascorrere un anno del proprio percorso scolastico superiore in un paese straniero. E lo fa come testimonial visto che più di trent’anni fa fu proprio lui a partire con questo stesso progetto. E se oggi è riuscito a diventare quello che è, a cogliere l’opportunità di una brillante carriera fuori dai confini nazionali, il merito è anche un pò di Intercultura, nata da una costola dell’internazionale Afs

Ma l’occasione di questa intervista è troppo ghiotta per non coinvolgere Piacentini in un’altra serie di discorsi. Meglio Intercultura oppure l’esperienza Erasmus? Il consiglio del numero due di Amazon – che ha avuto la fortuna in passato di lavorare anche accanto a Steve Jobs – è quello di vivere entrambe le esperienze ma se proprio occorre scegliere allora meglio Intercultura perché coincide con un momento della vita del ragazzo nel quale si deve ancora formare e un’esperienza all’estero così lunga è sicuramente capace di incidere al meglio. E ci crede talmente tanto da aver spinto anche i due figli a seguire le sue orme. 

Dal discorso sulle esperienze all’estero, Piacentini si allarga poi alla situazione politica ed economica italiana. E’ incredibilmente fiducioso su quello che sarà il futuro del nostro paese. Il cambio generazionale avvenuto in politica è stato una ventata di freschezza che non potrà non portare a miglioramenti e anche l’accresciuta presenza femminile nel governo è salutato come un’ottima novità da chi, come lui, è abituato a scelte aziendali dettate dalla meritocrazia e non dal sesso di appartenenza. 

Ma come vede invece il suo futuro Diego Piacentini? A 55 anni ancora non sa cosa farà da grande ma non esclude un possibile rientro in Italia. Quello di cui è certo è che non si sente un ‘cervello in fuga’ come da dieci anni lo definiscono: ha sfruttato un’occasione di quelle che non si possono perdere e se ci è riuscito è stato anche grazie alla forma mentis che ha acquisito grazie all’anno di Intercultura.

Infine, per chiudere l’intervista racconta un aneddoto della sua esperienza ad Olympia: con il suo inglese limitato riuscì a convincere la famiglia ospitante, poco incline alla televisione, che lasciargli vedere in tv Starsky e Hutch ad ora di cena avrebbe migliorato il suo inglese.

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1 commento Commenta
galactus
Scritto il 16 novembre 2014 at 09:20

Chissa’ se Piacentini convincera’ Bezos che e’ il caso di pagare le tasse in Italia e dare stipendi umani ai dipendenti. Altrimenti che modello di business e’? Direi che e’ piuttosto semplice diventare importanti. O sbaglio? Amazon non e’ una ricchezza per un paese, e’ piuttosto una stortura del sistema che all’italia da ben poco. Pensateci prima di ordinare un prodotto, acquistare da Amazon. Lo stesso prodotto su altro sito italiano, oppure il medesimo sullo stesso sito italiano che lo propone su amazon (su cui ricordo, si paga l’8% di commissioni ad amazon stessa), costa uguale o meno, ma l’azienda italiana paga tasse ed iva in italia. Amazon assolutamente no. Tant’e’ che la sede in italia manco per il piffero che l’anno. Pensateci..

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