Mini-bond: quasi 8 mila imprese italiane hanno i requisiti per accedere a questo mercato (Crif)  

Scritto il alle 15:49 da Redazione Finanza.com

Malgrado la debolezza dell’attuale quadro economico, sono quasi 8mila le imprese italiane che potrebbero emettere un mini-bond. E’ quanto emerge dalla seconda edizione dello studio sulle imprese target per l’emissione di mini-bond realizzato da Crif Rating Agency.

Secondo lo studio sono almeno 7.892 le società di capitali con i requisiti che potrebbero potenzialmente consentire loro di accedere al mercato dei mini-bond e, più in generale, delle obbligazioni, con la possibilità di raccogliere risorse integrative o complementari al credito bancario per sostenere i propri progetti di sviluppo. Si tratta, nello specifico, di società di capitali con un fatturato di almeno 10 milioni di euro, un margine operativo lordo (Ebitda) sempre positivo negli ultimi tre anni e pari ad almeno il 7% del fatturato nell’ultimo esercizio, una leva finanziaria (intesa come rapporto tra debiti finanziari e patrimonio netto) non superiore a 3 e un rapporto tra posizione finanziaria netta e Ebitda non superiore a 4.

L’analisi per dimensione e  trend del fatturato e degli investimenti

Circa il 80% di queste ha un fatturato inferiore a 50 milioni di euro ed è dunque perfettamente in linea con la definizione di Pmi secondo i parametri indicati dalla Commissione Europea (che comunque tengono conto anche di altri aspetti come il numero dipendenti ed il volume dell’attivo). Solo il 10% del totale, invece, presenta un fatturato superiore ai 100 milioni.

Un altro aspetto che risulta interessante è che il 78% delle società si caratterizza per un trend di fatturato in crescita o comunque stabile negli ultimi due anni. E un’ulteriore considerazione che emerge dallo studio di Crif Rating Agency riguarda la Capital Expenditure (Capex, ovvero gli investimenti in asset durevoli): il 66% delle imprese individuate come potenziali emettitori di minibond presenta un trend in crescita del Capex negli ultimi due anni (con una variazione positiva maggiore del 10% delle immobilizzazioni sul totale attivo risultante dalle ultime tre annualità di bilancio). La quota arriva al 72% del totale per le imprese con fatturato superiore ai 100 milioni.

Analisi per settore

I macro settori più rappresentati sono quello dei servizi (con 1.541 imprese selezionate), e in particolare il comparto degli studi professionali/di consulenza (con 550 imprese) e quello dell’attività di trasporto e magazzinaggio (384 imprese), unitamente alla meccanica (con 1.215 imprese) e all’industria chimica farmaceutica (con 1.004 imprese). Seguono i settori costruzioni (659), gli altri settori del manifatturiero (619) e quello metallurgico (601).

 Per quanto riguarda la distribuzione per macro-aree Nielsen, emerge che il Nord-Ovest è l’area nella quale opera quasi un’impresa su due (più precisamente il 45% del target), seguito in termini di rappresentatività dal Nord-Est (con il 29%). Nelle regioni del Centro, invece, è ubicato il 17% delle imprese che potenzialmente potrebbero accedere al mercato dei mini-bond, seguite da quelle del Sud e Isole, con il 10%.

Stando alla distribuzione per macro-aree Nielsen sin apprende che il Nord-Ovest è quella nella quale opera quasi un’impresa su due (più precisamente il 45% del target), seguito in termini di rappresentatività dal Nord-Est (con il 29%). Nelle regioni del Centro, invece, è ubicato il 17% delle imprese che potenzialmente potrebbero accedere al mercato dei mini-bond, seguite da quelle del Sud e Isole, con il 10 per cento.

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