Scandalo “Fappening”: minacciata class action per 100 milioni di dollari contro Google

Scritto il alle 10:30 da Redazione Finanza.com

Non si placa lo scandalo “Fappening“, la diffusione di foto private che ritraggono numerosissime celebrità internazionali in pose sexy. A finire nell’occhio del ciclone, però, ancora più di Apple potrebbe essere Google.

GOOGLE: RISCHIO CLASS ACTION?
Un comportamento deprecabile e disprezzabile. Non usa mezzi termini l’avvocato Martin Singer, a cui si sono rivolte più di 12 delle celebrità vittime dello scandalo delle immagini rubate. L’attacco, però, non è rivolto ad Apple, responsabile del servizio iCloud violato in queste ultime settimane, bensì la stessa Google. La tesi di Singer riguarderebbe infatti la presunta lentezza di Google nel prendere provvedimenti contro la diffusione delle foto, facendo orecchie da mercante per quel che riguarda l’eliminazione dei link incriminati dal suo motore. Questa lentezza d’azione, ha proseguito il legale nella lettera, consentirebbe a Big G di continuare a ricavare milioni tramite introiti pubblicitari, ottenuti sfruttando l’enorme risonanza mediatica di nomi come Jennifer Lawrence, Kate Upton, Hope Solo o Kim Kardashian. L’avvocato afferma di aver inviato la stessa intimazione anche ad altri operatori e provider, tra cui Twitter, la quasi totalità dei quali avrebbe provveduto a mettere in campo misure considerate adeguate. Quasi tutti, tranne il colosso di Mountain View, pur con quelle che l’avvocato ricorda essere le sue “grandi risorse” e il suo “enorme staff di supporto”. Sulla base di questa tesi, Singer chiede dunque a Google un risarcimento record di 100 milioni di dollari per danno d’immagine. Ad ora il colosso informatico americano non ha ancora fornito risposta all’avvocato Singer, la cui azione almeno per adesso si limita alla lettera aperta ma che nei giorni successivi potrebbe coinvolgere l’autorità giudiziaria.


LA VIOLAZIONE E LA DIFESA DI GOOGLE ED APPLE
Apple, pur negando evidenti falle di sicurezza nel suo iCloud, ha comunque provveduto a rilasciare numerosi aggiornamenti per migliorare la sicurezza, evidenziando anche la possibilità di sfruttare l’autenticazione a due stadi, anziché uno solo. Più ingarbugliata la situazione con Google. Pur non avendo ancora fatto pervenire risposta al legale delle star, Big G aveva ribadito di aver messo in campo già numerose misure di sicurezza, e aveva addebitato eventuali ritardi alla necessità di fornire nuovi algoritmi ai sorveglianti del traffico digitale. La violazione degli account delle celebrità, e la conseguente diffusione nella Grande Rete di foto strettamente private, ha avuto inizio circa un mese fa, con nomi che hanno immediatamente suscitato enorme clamore tra pubblico e addetti ai lavori. Jennifer Lawrence tra le prime, ma anche Rihanna, la giocatrice della nazionale femminile di calcio statunitense Hope Solo, modelle come Kate Upton o Kim Kardashian e attrici come Vanessa Hudgens e Selena Gomez. Le foto erano state depositate sulla piattaforma di memorizzazione digitale di Apple, iCloud, e da qui sarebbero state copiate illegalmente e diffuse su celebri forum borderline come Reddit e 4Chan. Ancora incerto il metodo usato dal o dagli hacker per la violazione. Le ipotesi più gettonate: un attacco phishing, un tipo di truffa ormai noto ma sul quale sarebbero purtroppo cascate alcune delle star, o di una violazione tramite semplice “forza bruta”, con strumenti in grado di eseguire centinaia di milioni di prove password in pochi secondi fino a scoprire quella esatta. Da qui l’invito di Apple ad adoperare il sistema di autenticazione “two steps”.

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