TASI: Prima rata prevista al 16 ottobre: Ecco chi paga e chi no

Scritto il alle 11:00 da Redazione Finanza.com

Il 18 settembre sono state pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze le delibere TASI dei comuni che hanno deliberato regolamento, aliquote, detrazioni e ripartizione tra proprietario e conduttore entro il 10 settembre. In questi comuni l’imposta deve essere pagata in due soluzioni, con scadenze 16 ottobre (prima rata) e 16 dicembre (seconda rata). 

Chi deve pagare la prima rata Tasi entro il 16 ottobre

Alcuni comuni (tra cui i capoluoghi di provincia Bologna, Biella, Pesaro, Pordenone e Sassari) hanno approvato il regolamento della Tasi entro la prima scadenza consentita, quella del 31 maggio. In questi comuni la prima rata Tasi doveva essere pagata entro il 16 giugno.
Entro il 10 settembre la stragrande maggioranza dei comuni, tra cui Milano, Roma, Palermo e Firenze hanno approvato il regolamento TASI e, conseguentemente, la prima rata dell’imposta deve essere pagata entro il 16 ottobre. In alcuni comuni la delibera non è stata ancora deliberata e in questo caso la TASI deve essere versata in un unica rata entro il 16 dicembre con le regole generali che fissano l’aliquota allo 0,1% (purchè la somma di Tasi e Imu non superi l’Imu pagata nel 2013) e ripartiscono il carico del tributo, nel caso di immobile dato in locazione, al 90% sul proprietario e al 10% sul conduttore. 
Per verificare se nel proprio comune è stata emessa la delibera Tasi è disponibile un database sul sito del Dipartimento delle Finanze. 

Come viene calcolata la Tasi

La Tasi (Tassa sui Servizi Indivisibili) è un tributo che colpisce tutti i possessori di immobili, anche le abitazioni principali, esenti dall’IMU. Il regolamento Tasi viene stabilito dai singoli comuni entro alcuni limiti fissati dalla legge nazionale, tra cui l’aliquota che non può eccedere il 3,3 % e la quota a carico del conduttore, nel caso di immobile concesso in locazione, che deve essere compresa tra il 10 e il 30%.
Per calcolare la Tasi è necessario partire dal valore della rendita catastale rivalutato del 5%, che deve poi essere moltiplicato per un valore variabile a seconda della tipologia di immobile (160 per gli immobili utilizzati per scopi abitativi), per ottenere il valore catastale dell’immobile, base imponibile su cui viene applicata l’aliquota. Dalla Tasi lorda così ottenuta devono essere sottratte eventuali detrazioni, applicate ad esempio per le abitazioni principali (prima casa) e la presenza di figli a carico. Ciascun comune è libero di determinare, nei limiti sopra evidenziati, l’aliquota, le eventuali detrazioni, e le modalità di ripartizione tra proprietario e conduttore. L’importo così ottenuto deve essere diviso per 2 e la tassa deve essere versata in 2 rate di uguale ammontare. 
Il calcolo dell’imposta dovuta deve essere eseguito in maniera autonoma dal contribuente, consultando le delibere comunali approvate e ricorrendo all’aiuto di Centri Fiscali e dell’ufficio tributi del comune di appartenenza. 

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