Prodotti Bio: nonostante la crisi il mercato è cresciuto del 220% in dieci anni

Scritto il alle 10:30 da Redazione Finanza.com

La crisi ormai comincia seriamente ad incidere anche sulle scelte alimentari: sempre più consumatori cercano di diminuire i propri consumi anche in questo campo. Ma non tutti i settori dell’agroalimentare sono ugualmente sofferenti. Ve ne è uno, in particolare che ha visto crescere le proprie vendite in maniera considerevole: stiamo parlando del biologico. Negli ultimi dieci anni le vendite di prodotti bio sono cresciute, stando ai dati pubblicati da Nomisma, di circa il 220%. Una crescita davvero marcata soprattutto per lo stato nel quale versa la nostra economia.

Un dato davvero sorprendente, visto anche che i consumi alimentari in generale, secondo quanto reso noto da Coldiretti, sono regrediti ai livelli del 1981, un balzo indietro di ben 33 anni. Ancora più sorprendente è il dato che riguarda i canali attraverso i quali avvengono gli acquisti di prodotti bio: non è, come sarebbe lecito attendersi, la grande distribuzione a beneficiare maggiormente di questa impennata, ma i piccoli rivenditori specializzati, che nell’ultimo anno hanno realizzato vendite per circa 1 miliardo di euro, a fronte di un giro di affari di 2,3 miliardi.

Tra i prodotti maggiormente venduti non ci sono solamente i prodotti tradizionali del settore bio, quindi frutta e verdura (+11%), ma anche pasta, riso, sostituiti del pane (+73%), miele (+19%), caffè (+37%), dolciumi (+15%) e uova (circa il 12% del mercato totale), senza dimenticare i settori in cui il biologico è ormai leader indiscusso del mercato, come le gallette di riso e le composte di frutta (circa 80% del mercato totale).

Aumenta anche la platea di fruitori: il numero di famiglie che nel corso dell’ultimo anno ha acquistato almeno un prodotto bio è salita dal 53% (dato relativo al 2012) al 59%. Vale a dire che nell’ultimo anno 6 famiglie italiane su 10 hanno scelto di acquistare questa tipologia di prodotti. In crescita, secondo Nomisma, anche l’incidenza del settore sulla spesa alimentare delle famiglia: si calcola che il bio pesi per il 2% sulla spesa alimentare famigliare, un dato decisamente confortante per il settore se paragonato a quello di solo qualche anno fa, quando la quota riservata al biologico era quasi trascurabile.

Si tratta certamente di una scelta molto interessante e non solo per quanto riguarda gli operatori del settore. Un aumento così marcato nel consumo di questo tipo di prodotti potrebbe stare a significare anche una maggiore consapevolezza nelle abitudini alimentari, che si traduce in una ricerca di un prodotto naturale e privo di componenti artificiali. Una scelta che sta ad indicare una maggiore attenzione alla qualità degli alimenti presenti sulle tavole e una preoccupazione maggiore per la loro genuinità. Un atteggiamento lodevole sia per i consumatori, che premia la serietà e la passione degli operatori di questo particolare settore. E secondo Nomisma il settore ha ancora notevoli margini per crescere, con la concreta possibilità di attrarre anche coloro che ancora non hanno provato questo tipo di prodotti.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +2 (from 2 votes)
Tags: , ,   |
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network di Finanza.com
Mancano ancora dei segnali importanti ma guardando i grafici intermarket sembra proprio che ci s
Da Montalbano ai Cesaroni, da Don Matteo a Rocco Schiavone, quanto costano le case nell’Italia
In molti si sono chiesti in questi giorni: “ma come è possibile far salire i tassi di interes
Ftse Mib: dopo la rottura di ieri dei 22.500 punti l'indice tricolore oggi intende recuperare tale l
Due sono i temi che appassionano da sempre e che hanno impatti mediatici oscillanti a seconda del co
sho Italia, la principessa sullo spread, questo probabilmente sarà il titolo del mio prossimo li
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Et voilà. Intermarket docet. Ne ho parlato copiosamente nei giorni scorsi e soprattutto nel vi
Ftse Mib: il Ftse Mib apre debole oggi e si mantiene ancora sul supporto statico dei 22.500 punti. N
Alla fine avevano ragione loro, Galbraith e Friedman le banche centrali servono a poco o a nulla