Prima rata Tasi: regna il caos a un mese dalla scadenza

Scritto il alle 16:54 da Redazione Finanza.com

Si profila una nuova corsa contro il tempo in vista della prossima importante scadenza fiscale legata alla casa. Dopo il caos della Mini-Imu di inizio anno, gli italiani si apprestano a fare i conti con la scadenza della prima rata Tasi, la nuova imposta sulla casa relativa ai servizi indivisibili che rischia di pesare sui proprietari di casa più della vecchia IMU sulla prima casa. Il termine per il pagamento della prima rata è fissato per il 16 giugno, ma per la prima casa c’è la possibilità che il pagamento slitti a dicembre in un’unica soluzione.
Risultano ancora pochi gli italiani ad essere a conoscenza delle aliquote necessari per il calcolo della Tasi poiché la maggior parte dei Comuni non ha ancora fissato l’aliquota e la ripartizione della rata tra proprietario e inquilino per gli immobili in affitto. Secondo le verifiche effettuate da Confedilizia solo 900 Comuni sugli 8mila totale hanno deliberato in merito ad aliquote e detrazioni.

TASI PRIMA CASA
E’ quindi corsa contro il tempo per i Comuni. Secondo il decreto legge Salva Roma i Comuni avranno tempo fino al 23 maggio per approvare e inviare al Ministero dell’economia e delle finanze i regolamenti che fissano scadenze e aliquote della Tasi per la loro pubblicazione sul sito del MEF (www.finanze.it) entro il 31 maggio.
In assenza di tali delibere entro maggio la legge prevede, solo per il 2014, che la TASI sulle prime case si pagherà in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014.

TASI SECONDA CASA
Per quanto riguarda invece la TASI sulle seconde case si pagherebbe comunque in due rate calcolate applicando l’aliquota base di legge dell’1 per mille nel caso i Comuni non provvederanno per tempo alle delibere delle aliquote.

RIPARTIZIONE RATA TRA PROPRIETARI E INQUILINI
Ancora più complicata la suddivisione tra proprietari e inquilini dove si rende espressamente necessaria la delibera comunale che indichi che quota, tra il 10 e il 30%, sarà a carico dell’inquilino. Cosa accadrebbe se entro il 31 maggio i Comuni non deliberassero? E’ la domanda che si pone anche l’Aduc rimarcanco l’assenza di un criterio da seguire da parte dei soggetti coinvolti. Confedilizia ha consigliato ai proprietari di immobili in affitto, in caso di mancate indicazioni dai Comuni, di non pagare oltre il 70% del totale della rata lasciando la restante parte a carici degli inquilini.

ALIQUOTE
L’aliquota base per le prime case è stata fissata dalla legge di Stabilità 2014 all’1 per mille con la possibilità di salire fino al 3,3 per mille. Sulle seconde case e sugli altri fabbricati (uffici, negozi, capannoni) la Tasi si somma all’IMU con l’aliquota massima che potrà arrivare all’11,4 per mille complessivo. Se il Comune deciderà di non applicare la maggiorazione a sua disposizione, l’aliquota normale della Tasi non ottempera alcun tipo di detrazione a differenza di quanto previsto dall’IMU che dava una detrazione base per tutti di 200 euro più ulteriori 50 euro per ogni figlio residente.

CALCOLO TASI E METODO PAGAMENTO
A livello pratico, in attesa che i Comuni facciano chiarezza sulle aliquote applicate, la Tasi riprende la modalità di calcolo dell’IMU. Il contribuente deve quindi munirsi della rendita catastale (valore trascritto nell’atto notarile di compravendita) che deve essere rivalutata del 5% e poi moltiplicare il risultato per il coefficiente che varia a seconda della tipologia di immobile (pari a 160 per le abitazioni). A questo punto si può calcolare l’imposta relativa all’aliquota deliberata dal singolo Comune per il 2014 e poi sottrarre dal valore ottenuto le eventuali detrazioni.
La Tasi potrà essere pagata tramite modello F24 oppure bollettino postale; di contro la Tari (tassa sui rifiuti che va a sostituire la Tares) si andrà a pagare mediante Mav o Rid.

COSA SI PAGA CON LA TASI

La Tasi va virtualmente a sostituire l’Imu sulla prima casa eliminata dal governo Letta, ma in realtà rappresenta una nuova tipologia di tassa sulla casa. va difatti a finanziare i servizi indivisibili comunali, quali ad esempio la manutenzione delle strade pubbliche, la luce pubblica, fognature, etc.

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