Formazione: cresce l’interesse delle imprese italiane. Eni, investiti oltre 90 milioni nel 2013

Scritto il alle 16:06 da Redazione Finanza.com

E’ cresciuta nel tempo l’importanza che le aziende italiane attribuiscono alla formazione professionale del proprio personale, grazie anche all’evoluzione subìta dalla normativa in materia di formazione obbligatoria, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro. Per avere un’idea nel 2010, secondo i dati elaborati dall’Istat, la quota di imprese italiane con almeno 10 addetti che ha svolto attività di formazione professionale per i propri addetti era pari al 55,6% contro il 32,2% registrata nel 2005, con un incremento quindi di oltre il 70%. La posizione dell’Italia in ambito europeo è quindi notevolmente migliorata, pur rimanendo inferiore alla media europea (66%). Un contributo fondamentale alla statistica è giunto dalle imprese da 10 a 249 addetti, che però partivano da livelli di attività formativa molto ridotti. Aumenti più contenuti hanno invece riguardato le grandi imprese dai 250 ai 999 addetti (7%), mentre è rimasta pressoché invariata la percentuale delle imprese sopra i mille addetti che supera la quota del 96%. L’Istat ha messo in evidenza come l’incidenza della formazione professionale risulti crescente all’aumentare della dimensione d’impresa e varia dal 49,4% per le imprese minori al 96,4% per quelle con mille e più addetti. Le percentuali più elevate di imprese formatrici si riscontrano nel settore dei servizi: in particolare nei servizi finanziari e assicurativi (92,6%), mentre in generale l’intero settore dell’industria in senso stretto presenta valori inferiori alla media.

In questo quadro sono aziende come Eni a fare la parte della mosca bianca. Con più di 90 milioni di euro complessivi investiti in formazione nel 2013, il colosso petrolifero italiano rappresenta una vera e propria eccezione nel panorama italiano, considerando anche che negli ultimi due anni l’azienda ha incrementato di oltre il 25% gli investimenti in questo campo. Più nel concreto, sono più di 4 milioni le ore di formazione erogate nel 2013, con un investimento in formazione medio per dipendente superiore ai mille euro pro-capite, dato superiore alla media del settore. Il rapporto tra formazione in Italia e formazione all’estero vede un investimento superiore verso quest’ultima (circa 60%) rispetto al Belpaese. I contenuti vanno dagli aspetti tecnici relativi alla perforazione e al project management o all’ingegneria dei giacimenti, fino alla negoziazione internazionale, alla leadership, a temi di etica e compliance e di sicurezza operativa, estremamente importanti per la complessità dei siti produttivi del gruppo petrolifero. Ogni anno Eni assegna mediamente circa 180 borse di studio tra studenti italiani e stranieri e in media circa 50 di queste sono finalizzate alla partecipazione al Master MEDEA (Management ed Economia dell’Energia e dell’Ambiente) della Scuola Enrico Mattei. Questa è parte integrante di Eni Corporate University, la società dell’azienda di San Donato Milanese che centralizza per l’Italia e per l’estero le attività di formazione e di reperimento e selezione e gestisce i rapporti con le Università, supportando in questi ambiti le divisioni e le  società di Eni. A tal proposito, a settembre 2014 prenderà il via il 58° anno accademico della Scuola Mattei. Il Master di quest’anno propone un programma di Business Administration in Energy Industry articolato su due indirizzi di studio: Global Energy e Managing Technical Assets.

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