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L’amministrazione veronese pone un freno alla carità: sfamare i bisognosi potrà costare fino a 500 euro di multa.

Scritto il alle 10:00 da Redazione Finanza.com

E’ stata firmata martedì scorso l’ordinanza del sindaco di Verona, Flavio Tosi, per multare da oggi in poi chiunque porterà cibo e viveri di prima necessità ai barboni che si aggirano per il centro storico. La zona interessata da tale provvedimento è quella compresa tra Piazza dei Signori, il cortile del Tribunale ed il Palazzo delle Poste fino ad arrivare a Piazza Viviani e al Cortile del Mercato Vecchio. 

L’importo? Anche abbastanza salato, visto che si parte da un minimo di 25 euro fino ad arrivare ad un massimo di 500.

Continua così la polemica che da Novembre scorso vede contrapporsi da un lato il mondo dell’associazionismo e del volontariato – laico e religioso – veronese e dall’altro l’amministrazione comunale capitanata dal sindaco Tosi. A farne maggiormente le spese, in questa guerra, non solo i barboni della città veneta ma anche ma anche i volontari dell’associazione Ronda della Carità, una di quelle che da anni si occupa di distribuire, al calar della sera, cibo ai più bisognosi.

In realtà le esigenze che si vedono contrapposte sembrano essere ugualmente valide. Da un lato, infatti, abbiamo il popolo dei disperati che, complice la tremenda crisi economica, di mese in mese va aumentando e non può fare sicuramente a meno dell’aiuto disinteressato che arriva dalle associazioni caritatevoli. Dall’altro, la protesta dei cittadini residenti nel centro storico – e dei quali l’amministrazione Tosi si è fatta portavoce – che lamenta l’insostenibilità della situazione che si è venuta a creare da quando barboni e senza fissa dimora hanno eletto luoghi di interesse comune come Piazza Viviani a dimora permanente lasciando, di conseguenza, la piazza in precario stato igienico sanitario. I residenti inoltre lamentano anche la pericolosità crescente di queste zone e chiedono a gran voce a Palazzo Barbieri di intervenire con fermezza. E il Sindaco non ha lasciato inascoltato l’appello muovendosi subito in direzione restrittiva.

Ai margini dell’intervista rilasciata da Tosi per spiegare le motivazioni che lo hanno spinto a firmare tale ordinanza, il sindaco ha sottolineato come il problema della sicurezza sia primario per la sua amministrazione e come, soprattutto, l’attuale precaria situazione del centro storico non sia un buon biglietto da visita per la città nel campo del turismo, attività primaria e di interesse generale per tutti i cittadini.

Dovrà, quindi, farsene una ragione Michele Bertucco, il capogruppo del Pd, che proprio lo scorso Novembre aveva aperto un dibattito sull’argomento e, affianco dai colleghi di partito Luigi Ugoli e Orietta Salemi, aveva con forza sottolineato come le esigenze della cittadinanza, in particolar modo quella che vive nella zona interessata dall’ordinanza, fossero legittime ma dovessero venire dopo le necessità assistenziali dei bisognosi, bloccando così almeno per i mesi più freddi l’introduzione della multa ai cittadini scoperti a regalare cibo ai senzatetto. Ma con l’arrivo della primavera – e le richieste sempre più pressanti dei veronesi – Tosi ed i suoi non si sono lasciati intenerire: da oggi occuparsi del prossimo in difficoltà a Verona costerà molto caro. 

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2 commenti Commenta
mick_condor
Scritto il 25 aprile 2014 at 10:19

“In realtà le esigenze che si vedono contrapposte sembrano essere ugualmente valide …” 8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O8O

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l1uk3
Scritto il 25 aprile 2014 at 13:25

Di persone alla tedesca come Tosi il paese ne avrebbe bisogno, purtroppo l’italiota medio preferisce i parla parla alla Renzi Berlusconi.

Il colmo è che tutti si lamentano della situazione, però poi hanno sempre da ridire. Del resto l’italiota si contraddistingue per non fare nulla, per poi aver il piacere di criticare chi fa.

Situazioni come parcheggiatori e venditori abusivi o accattonaggio selvaggio erano impensabili fino a 20 anni fa, oggi sono la norma, tutti se ne lamentano ma poi nessuno fa nulla!

Immagino che a Verona, come a Milano e in tutte le città lombarde ci siano questi immigrati con il cappellino in mano che ogni 100 metri chiedono soldi, alcuni anche insistentemente mettendo le mani addosso. Chiaramente dietro queste persone c’è una vera e propria organizzazione, visto che il modus operandi è uguale in tutte le città. Ma chi deve agire dove è?

E non facciamo i moralisti. I senzatetto godono sempre di un pasto caldo, e sanno benissimo dove trovarlo (parlo con cognizione di causa avendoci fatto il servizio civile). Questi non sono altro che furbi e fannulloni che pensano di sfruttare la crisi economica mentre chi la soffre davvero si sbatte il doppio senza chiedere nulla (o facendolo dignitosamente in silenzio!!).

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