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Il bonus Letta ha funzionato per oltre 14 mila giovani

Scritto il alle 15:00 da Redazione Finanza.com

Primi riscontri positivi nei confronti del piano per il lavoro adottato da Enrico Letta nel periodo in cui era alla guida del governo. In cinque mesi sono stati assunti oltre 14 mila giovani, con la precisione 14.262.

Il provvedimento in oggetto prevedeva forti aiuti alle aziende che assumevano ragazzi under 29 senza lavoro da almeno sei mesi o che non fossero in possesso di diplomi o qualifiche. Per i lavoratori è previsto un salario di circa mille euro e contratto a tempo indeterminato, quindi dopo anni in cui è stato favorito il precariato si ritorna ad incentivare il posto fisso.
Per le imprese notevole il vantaggio perché possono usufruire di uno sconto di un terzo dello stipendio lordo, fino ad un massimo di 650 euro mensili, per ogni contratto. I fondi per tale misura arrivano dall’Unione Europea che ha messo a disposizione 800.000 euro.

Dai dati messi a disposizione del ministro del lavoro Poletti, emerge che dei nuovi contratti 12.297 sono ex novo (1/3 degli stessi è andato a ragazzi tra i 24 anni e i 26 anni) e i rimanenti sono rappresentati da trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. E’ stato calcolato che nel caso in cui la tendenza all’assunzione fosse confermata nel tempo, entro il 2015 dovrebbero esserci fino a 150.000 nuove assunzioni.

Questa notizia seppur positiva, non è esente da critiche perché la distribuzione dei fondi non è stata equa. Emerge che la maggior parte dei fondi sono andati alle Regioni del Nord Italia e del Centro, sebbene fin dall’inizio una larga fetta degli stessi fosse destinata proprio alle Regioni meridionali.
Ad oggi, in base ai dati diffusi dall’INPS e forniti dall’istituto di statistica ISFOL, la maggior parte dei contributi sono andati a Piemonte, Lombardia, Lazio, Veneto e Campania, unica Regione del Sud ad avere un buon posto in questa classifica.
La divergenza è talmente elevata che si sta pensando di modificare i parametri per ottenere i bonus Letta e quindi mettere da parte di criteri finora adoperati, come il pil e il tasso di disoccupazione e di occupazione, e privilegiare, invece, l’assegnazione in base alle richieste. Questo permetterebbe di evitare che parte dei fondi restino senza uso a causa della mancata richiesta da parte delle Regioni del Sud, anche se ciò potrebbe ulteriormente deprimere queste zone già a forte tasso di disoccupazione. Intanto per le regioni del Nord arriva un bonus di ulteriori 75 milioni di euro.

Le Regioni del Sud vorrebbero che la quota di fondi spettanti ad esse fosse comunque riservata in modo da poter essere utilizzata in un secondo momento, quando, superata la crisi e la paura di iniziare delle attività, si ricomincerà anche qui a fare impresa.

Nel frattempo sul fronte “disoccupazione giovanile“, si registra un blocco nel programma youth guarantee che dovrebbe assicurare uno stage o un lavoro entro tre mesi dalla perdita del lavoro o dal diploma. Per poter usufruire dei fondi europei messi a disposizione per questo progetto occorre che l’Italia invii a Bruxelles un piano operativo che deve essere approvato dalla Commissione che ha tempi non propriamente brevi. Fino a quando non vi è l’impulso dell’Italia, circa un miliardo e mezzo di fondi restano congelati.

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