Wsj avverte l’Italia: occhio a ripulire i Cda

Scritto il alle 17:32 da Redazione Finanza.com

I venti del cambiamento annunciati dal neo premier Matteo Renzi soffiano anche sulle più importanti aziende italiane. Il Governo ha annunciato le pulizie di primavera nei consigli di amministrazione delle società nazionali senza però, a onor del vero, prendere le dovute precauzioni. “L’Italia deve procedere con cautela nella riforma dei Cda”, avverte il Wall Street Journal facendo riferimento alle modifiche societarie che si prospettano con il rinnovo dei vari consigli. “Il governo italiano vuole fare pulizia nelle società italiane”, ma il quotidiano finanziario avverte: “Gli investitori nelle società controllate dallo Stato dovrebbero fare attenzione al fatto che anche le regole, anche le più ben intenzionate, non finiscano per legare le mani dei consigli delle società“. Proprio adesso che gli investitori esteri sembrano aver ritrovato un certo ottimismo nei confronti del Belpaese. E’ di oggi infatti la notizia della salita sopra il 2% nel capitale di Eni (al 2,102%) e di Enel (2,071%) da parte della People’s Bank of China. Provvedimenti in questo senso potrebbero spaventare potenziali altri investitori.

 

“Il Ministero italiano dell’Economia – spiega il Wsj – ha scritto alle più grandi aziende partecipate, tra cui Eni ed Enel, chiedendo loro di votare per la modifica dei propri statuti in occasione delle loro prossime assemblee”. Più nel dettaglio “la proposta obbligherebbe i consigli a rimuovere consiglieri coinvolti in varie tipologie di accuse finanziarie, fiscali e di corruzione in una fase relativamente precoce, quando cioè un giudizio preliminare determina che su un’inchiesta si può costruire un processo”.

 

Si potrebbe pensare, come fa lo stesso Wall Street, che sia tutto ragionevole. Del resto, ricorda il giornale, “l’Italia delle imprese non è certo estranea agli scandali“. Un esempio? “Finmeccanica, gruppo industriale controllato dallo Stato, è alle prese con vari casi di corruzione che coinvolgono i suoi ex dirigenti. E il primo ministro italiano, Matteo Renzi, si è impegnato a ridurre la presenza di un ingombrante governo, a combattere la corruzione e rendere l’Italia un Paese facile in cui fare business”. E proprio per questo che “Il governo vuole chiaramente stabilire il diritto di un consiglio a rimuovere consiglieri sospettati di illeciti, senza risarcimento danni”.

 

Ma, c’è un ma. Il Wsj punta i riflettori sul fatto che “tali norme non si adattano facilmente alla lungaggine del sistema giudiziario stratificato italiano“, considerando che “solo questo mese la massima Corte italiana ha confermato le condanne relative al crollo del gruppo alimentare Parmalat avvenuto nel 2003”. E quindi “chiedere ai consigli di estromettere i consiglieri prima che un verdetto di colpevolezza sia pronunciato potrebbe creare problemi se le accuse cadessero o se gli accusati fossero assolti“, avverte il Wsj che sottolinea: “Imporre al giudizio del Cda come e quando rimuovere i consiglieri coinvolti in questi casi è un modo singolare per rafforzare le loro funzioni di custodi della corporate governance”.

 

Il quotidiano Usa va più a fondo della questione, ponendo problemi legati all’indipendenza dei board. “Un consiglio può scegliere di mettere al voto degli azionisti la rimozione di un consigliere ma questo potrebbe, attualmente, essere pesantemente influenzato dal voto del governo”. L’Esecutivo, ricorda il Wsj, “nomina già i due terzi dei consiglieri di aziende come Eni ed Enel. Tale misura può quindi rafforzare le preoccupazioni circa l’influenza della politica italiana sulle più grandi aziende nazionali“. E offre una via d’uscita. “Il governo Renzi ammette che sono necessari cambiamenti di lungo termine, tra cui la riforma della giustizia. Consigli di amministrazione più forti e indipendenti, responsabili di fronte agli azionisti, sarebbero un modo migliore per ripulire la cultura d’impresa in Italia“.

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