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NEL LUNGO PERIODO LA BORSA (USA) VINCE SEMPRE

Scritto il alle 09:42 da Redazione Finanza.com

Sono da poco scoccati i 5 anni dal via del lungo rally borsistico che ha portato lo S&P 500, indice guida di Wall Street, a guadagnare il 177% ritoccando più volte nell’ultimo mese i propri massimi storici. Un mercato toro duraturo che nell’annosa disputa su cosa sia meglio tra azioni e obbligazioni. Gli analisti di Altroconsumo Finanza rimarcano come in entrambi i casi il guadagno è una ricompensa per il rischio corso. Nel caso dei bond si perde solo in caso di fallimento; nel caso delle azioni si perde anche se la società non fallisce, ma vivacchia male. In più, in caso di fallimento, quando si distribuisce ciò che è avanzato in cassa ci si deve mettere pure in fila dietro gli obbligazionisti. Col crack Parmalat gli obbligazionisti han salvato un terzo dei soldi. Gli azionisti nulla. Questa differenza si riflette nei prezzi dei titoli. Di norma le azioni sono soggette ad alti e bassi in maniera più marcata rispetto ai bond. Il contraltare di tutto ciò è che rischio più alto vuol dire remunerazione più alta, quindi, le azioni rendono in media più dei bond.

A lungo la Borsa (USA) vince sempre…
Un dollaro investito nella Borsa Usa nel 1871 in oltre 140 anni sarebbe diventato (dividendi inclusi) pari a circa 3.000 dollari. Un dollaro investito in titoli di Stato Usa oggi ammonterebbe a circa 750 dollari, senza tenere conto, ovviamente, della perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione in poco meno di un secolo e mezzo.
Non bisogna aspettare così tanto per guadagnare qualcosa, rimarcano gli analisti di Altroconsumo Finanza, ma il fattore tempo resta cruciale in un investimento in Borsa per essere sicuri di uscirne in guadagno. Nell’arco temporale esaminato chi avesse investito nella Borsa Usa avrebbe sempre guadagnato. Ma chi avesse investito un attimo prima del crollo del 1929 avrebbe dovuto attendere fino ai primi anni ’50 per iniziare a guadagnare. Poi ci sono anche i colpi di fortuna. Chi avesse investito tre anni dopo il crack, quando Wall Street toccò terra, in meno di 20 anni avrebbe sestuplicato i propri soldi. Ma è un’altra storia, quel che conta è la morale di fondo: anche nel caso peggiore, le azioni dopo una ventina d’anni sono tornate sopra il valore iniziale. “Attenzione – avvisa Vincenzo Somma, direttore di Altroconsumo Finanza – ciò è valso per la Borsa Usa, e siamo convinti che valga anche per le Borse mondiali nel loro complesso. Le eccezioni nel caso di singoli Paesi che non siano gli Usa ci possono essere: Tokio, dopo 25 anni, è lontanissima dai massimi toccati a fine anni Ottanta. L’Italia, complice un capitalismo degenere e una corporate governance inefficiente mostra anch’essa un andamento di Borsa che, nel suo progredire con estrema difficoltà, si discosta dal modello americano. Uomo avvisato”.

…ma l’inflazione è un osso duro
“C’è comunque un problema ancora da risolvere. E si chiama inflazione”, continua Somma. “Oggi pare morta e forse siamo davvero riusciti a domarla per sempre, tuttavia in passato ha eroso non poco il valore delle azioni e allungato i tempi di recupero. Se si tiene conto del carovita per essere salvi dalla crisi del 1929 i tempi si allungano di un paio di anni e si arriva a 25 anni tondi. E spunta anche l’iperinflazione degli anni ‘70. Si dovette arrivare ai tempi della prima guerra del Golfo e di Bush padre perché un dollaro investito in Borsa nel 1968 (l’anno dell’assassinio di Martin Luther King e di Bob Kennedy) tornasse ad avere in maniera stabile almeno lo stesso potere d’acquisto di quasi 25 anni prima. Attenzione: i tempi si sono allungati, ma anche in questo caso, alla fine, Wall Street ha vinto!”

Timing e diversificazione
Che lezione trarne? Se potete mantenere investiti i vostri soldi per tanto tempo i cali di Borsa di oggi o di domani, secondo gli analisti di Altroconsumo Finanza, non vi devono preoccupare: ci sarà sempre il momento giusto in cui potrete rivendere in guadagno. E Altroconsumo finanza ne fa una stima pensando anche nel caso peggiore, come quello di chi avesse investito il giorno prima dell’attacco alle torri gemelle. Il consiglio degli analisti di Altroconsumo Finanza e di investire acquistando almeno sei o sette titoli di Paesi e settori diversi.

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