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Piazza Affari da oro (per ora) alle Olimpiadi dei mercati

Scritto il alle 09:49 da Redazione Finanza.com


Al via oggi a Sochi la XXII edizione dei Giochi olimpici invernali. In attesa di vedere se gli Azzurri riusciranno a fare meglio della magra spedizione di Vancouver, quest’anno le “Olimpiadi dei mercati” vedono Piazza Affari in lotta per l’oro con l’indice Ftse Mib che segna uno dei pochi saldi positivi da inizio anno (+3% circa) tra le principali Borse mondiali. Lo spread rispetto ad esempio a Wall Street risulta già abbastanza ampio se si pensa che il Dow Jones ha inizio anno segna un magro -5,72%% e lo S&P 500 ha ceduto poco più del 4%.

Di seguito pubblichiamo un estratto del report di Anima intitolato “Europa favorita alle Olimpiadi dei mercati”.

Ancora nel segno dell’azionario
Nonostante la decisione da parte della Federal Reserve americana di ridurre la sua politica espansiva avviando il cosiddetto “tapering”, confermata nella recente riunione del 29 gennaio, ci aspettiamo che il 2014 sia un altro anno a favore degli indici azionari. Tuttavia, considerando che ormai le Borse registrano un rialzo dal 2009 e che in particolare il 2013 ha rappresentato un’annata eccezionale, è ragionevole pensare che si potrà assistere a fisiologici momenti di volatilità, così come si è visto recentemente a causa delle pressioni speculative sulle valute emergenti.
Siamo di fronte a una situazione congiunturale in miglioramento rispetto ad un anno fa, dal momento che il tasso di crescita mondiale per il 2014 è superiore: basti pensare che, per quanto riguarda gli Usa, le stime concordano per un deciso incremento, nell’ordine del 3%. Ancora in Europa la congiuntura è in progressivo rafforzamento e gli indici PMI sono coerenti con una crescita degli utili, per azione, nell’ordine del 10-12%, dopo un in lieve calo nel 2013; nell’Eurozona, inoltre, la produzione industriale è cresciuta dell’1,8% e anche in Italia per lo stesso periodo l’Istat ha certificato un’inversione di tendenza. Nel complesso, il miglioramento dei dati macroeconomici nell’Eurozona “periferica”, in particolare in Italia e Spagna, ci spinge ad essere più favorevoli verso i listini di questa area geografica. Discorso a parte, invece, per la Francia, che sta attraversando una fase di rallentamento della congiuntura economica e che potrebbe portare ad un maggiore interventismo da parte della Bce;
In termini settoriali, nell’ambito dei fondi azionari europei, alla luce del miglioramento del contesto macro in Europa, abbiamo incrementato l’esposizione al settore finanziario, in particolare nella “Periferia”, e abbiamo una visione positiva sul comparto degli industriali; abbiamo invece mantenuto un peso neutrale sul settore delle telecomunicazioni e di sottopeso su quello delle utilities (dato che permangono criticità a livello operativo e alta incertezza sulle stime per il 2014) e ancora di sottopeso sul comparto dei consumi non discrezionali (per quest’ultimo la view negativa è dettata dall’aumento dei tassi d’interesse e dalla svalutazione delle valute nei Paesi Emergenti).

Il potenziale apprezzamento del mercato azionario italiano rimarrà nei prossimi trimestri, grazie ai seguenti temi di medio termine che si stanno sviluppando: una costante riduzione dei costi di finanziamento delle imprese; una maggiore spinta verso le riforme strutturali; una politica monetaria da parte delle principali Banche Centrali focalizzata sulla ripartenza del credito.

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