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Certificati: le cinque cose da sapere (Altroconsumo Finanza)

Scritto il alle 14:46 da Redazione Finanza.com

Altroconsumo Finanza ha pubblicato un breve prontuario sulle principali cose da sapere sui certificati, strumenti d’investimento che presentano un’ampia varietà di profili di rischio/rendimento adattandosi quindi a diverse soluzioni finanziarie. In alcuni casi, i certificati permettono di fare tanti soldi in breve tempo, anche quando la Borsa scende. Ecco le cinque cose da sapere secondo Altroconsumo Finanza con focus sui certificati a leva:

1) li compri e vendi come fossero delle normali azioni. Quindi puoi comprare anche solo 1 certificate in qualsiasi momento di Borsa aperta. Sono quotati a Piazza Affari, ma sul segmento Sedex: la maggior parte delle banche ti permette di operare su questo segmento anche online, ma non tutte. Con Conto corrente arancio, per esempio, non puoi acquistare i certificate. Le commissioni di compravendite sono le stesse che hai per le azioni italiane: in media lo 0,19% dell’importo per acquisti via internet e lo 0,7% per acquisti in filiale.

2) i certificate sono puri contratti tra te e l’emittente del certificate – è solo “carta”, ti accolli quindi tutto il rischio di fallimento dell’emittente. Per esempio, con i certificate 5x, Société Générale si impegna a riconoscerti giorno per giorno 5 volte l’andamento di Piazza Affari – se Piazza Affari sale dell’1% col certificate 5x long (54,65 euro; Isin IT0006723263) guadagni il 5%, con quello 5x short perdi il 5% (0,96 euro; Isin IT0006723271).

3) il fattore di moltiplicazione vale solo giorno per giorno. In pratica se Milano fa un giorno +2% e il giorno dopo -2%, con i certificate tu non vai in pareggio, ma perdi l’1%. Per lo stesso motivo, se sull’arco di una settimana Milano fa +4%, ma tra alti e bassi, col certificate 5x long non ti aspettare un guadagno esatto del 20%, ma qualcosina in meno.

4) guadagni e perdite sui certificate si calcolano come per le azioni. Inoltre, minusvalenze e plusvalenze ottenute sui certificate sono tra loro compensabili.

5) i certificate sono strumenti speculativi. Li puoi acquistare per sfruttare l’andamento positivo o negativo di una seduta – Piazza Affari parte male e pensi che continuerà a scendere? Compra lo short. O li puoi acquistare prima di un particolare evento, per scommettere sul suo esito – vuoi scommettere su una ulteriore limatura dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea? Compra il long prima della riunione. Se imbrocchi la scommessa fai tanti soldi, se il mercato ti viene contro, ne perdi altrettanti e molto velocemente. Per questo usa i certificate solo per speculazioni di breve periodo e poniti sempre un obiettivo di perdite massime che sei disposto a tollerare e di guadagni di cui vuoi accontentarti. Per esempio, puoi fissare entrambe le soglie al 10%: appena perdi il 10% vendi comunque, senza sperare nel rimbalzo. Appena guadagni il 10%, vendi, rispettando il famoso adagio “vendi e pentiti”.

I nuovi certificate a leva 7
Quando fai una speculazione, più elevata è la leva, meglio è – aumentano, però, anche i rischi se non imbrocchi la scommessa. Tra le ultimissime novità su Borsa Italiana c’è l’arrivo tra il 16 e il 17 gennaio dei certificati a leva 7 proposti da Bnp Paribas, Unicredit e Société Générale. Quelli long (29,16 euro, Isin NL0010398418 per Bnp; 36,65 euro, Isin DE000HV8A5F5 per Unicredit; 85,25 euro, Isin DE000SG409M1 per SG) dovrebbero salire del 7% se Piazza Affari mette su l’1%, quelli short (30,70 euro, Isin NL0010398400 per Bnp; 15,64 euro, Isin DE000HV8A5G3 per Unicredit; 27,91 euro, Isin DE000SG409N9 per SG), dovrebbe, invece, guadagnare il 7% se Milano scende dell’1%. “Essendo appena stati quotati non abbiamo avuto modo di vederli all’opera e di testare quali sono i migliori”, rimarca Altroconsumo Finanza.

Per sapere di più sui certificati si può consultare il sito dell’Acepi (Associazione italiana certificati e prodotti di investimento).

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