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Outlook I trimestre: Asia punto debole nel 2014, Eurozona vede crescita positiva (analisti)

Scritto il alle 16:12 da Redazione Finanza.com

Siamo all’inizio della fine della crisi, con il primo trimestre che vedrà l’Asia diventare il punto debole del mondo nel 2014. Questa la visione generale illustrata oggi da Umberto Urso, Head of Institutional Business di Saxo Bank, in occasione della presentazione tenutasi oggi a Milano delle previsioni d’investimento per i primi tre mesi dell’anno nuovo. L’Asia, spiega Urso, ha visto la sua crescita crollare del 6%, il che non è necessariamente una cosa negativa per il continente asiatico che ha bisogno di raffreddare e riconsiderare il suo modello economico. E’ certo però che l’Europa sarà colpita dalle ripercussioni conseguenti ai guai che il miglior mercato in crescita per le esportazioni sta affrontando.

A livello generale, Saxo Bank si aspetta che l’economia globale acceleri da una crescita del 2% nel 2013 al 2,8% nel 2014. Questo miglioramento sarà trainato dagli Stati Uniti. In particolare l’Eurozona vedrà la crescita entrare in territorio positivo con uno 0,8% nel 2014 anche se, avverte Urso, le previsioni per Germania e Francia rimangono sconfortanti.

 

Equity

In riferimento all’Equity, Saxo Bank sottolinea la reazione positiva dei mercati alla riduzione del QE da parte della Fed lo scorso 18 dicembre e prevede una sua conclusione per quest’anno. Il mercato azionario nel 2014 è atteso crescere a livello globale del 10% e le scelte della banca danese includono General Electric, Microsoft e Bnp Paribas. Di contro è previsto un crollo del settore francese del lusso per quest’anno.

 

Forex

Nel primo trimestre del 2014 Saxo Bank si attende un ulteriore crollo del cross euro/dollaro con impatti negativi sui Paesi periferici. Questi, spiega Urso, saranno pronti a ribellarsi alla Bce perchè non competitivi con un cambio tra le due divise a quota 1,30. E la ribellione potrebbe arrivare anche dalla Francia.

 

Commodities

La banca danese si aspetta un altro anno difficile per le commodities, con il rischio di prezzi ancora più bassi. In particolare, il mercato dell’energia dovrà fare i conti con la possibilità che l’offerta globale di petrolio sia superiore alla domanda per la prima volta in tempi recenti, grazie soprattutto alla produzione nei Paesi Opec e il prezzo medio del Brent  si muoverà probabilmente verso i 105 dollari al barile. Dopo la prima perdita annuale in 13 anni nel 2013, l’oro è atteso guadagnare terreno nel 2014, con una media per il primo trimestre di 1,225 dollari all’oncia.

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