Cerca nel Blog

Cervelli in fuga: Cina, pro e contro di una scelta di vita (parte 11)

Scritto il alle 11:55 da Redazione Finanza.com

Il mercato del lavoro italiano mostra dati sempre più allarmanti, con un tasso di disoccupazione in costante crescita e previsioni per il futuro negative. La disoccupazione colpisce soprattutto i giovani e non risparmia nemmeno gli italiani con un grado di istruzione medio-alto. Per questo motivo cresce giornalmente il numero delle persone disposte a trasferirsi in un Paese straniero e a iniziare una nuova vita: in Cina, ad esempio.

La scelta di trasferirsi in un Paese così distante dall’Italia, geograficamente e culturalmente, necessita di un’attenta valutazione dei lati positivi e negativi che la scelta comporta.

Vantaggi

– La Cina è attualmente la seconda economia al mondo dopo gli Stati Uniti d’America e continua a crescere ad un ritmo vertiginoso, con un tasso di disoccupazione molto basso che si aggira attorno al 4%.

Elevata qualità ed efficienza delle infrastrutture, soprattutto nelle aree attorno alle grandi metropoli.

Costo della vita poco elevato.

– I cinesi (grazie anche alla situazione economica favorevole) considerano i lavoratori stranieri una risorsa in grado di arricchire il Paese.

Svantaggi

– La situazione ambientale, soprattutto nelle metropoli, sta peggiorando rapidamente. Lo sfruttamento illimitato di fonti di energia come il carbone sta causando livelli di inquinamento elevatissimi, con città completamente ricoperte da coltre di smog per diversi giorni l’anno.

– Il cinese è una lingua piuttosto difficile da imparare e la mancata conoscenza della lingua può creare difficoltà nel trovare un lavoro di alto profilo e nella vita quotidiana, ad esempio in caso di bisogno di cure sanitarie.

– La Cina non è un Paese pienamente democratico e la censura colpisce in maniera pesante i mezzi di comunicazione di massa. Azioni che in Italia sembrano molto naturali, come guardare un video su Youtube o collegarsi a Facebook, subiscono forti limitazioni.

– Difficoltà derivanti dalle notevoli differenze culturali.

– Il costo della manodopera locale è bassissimo e quindi è difficile trovare lavoro non possedendo alcuna specializzazione professionale.

Professioni più richieste

La Cina sta crescendo in maniera notevole, sostenuta da un forte investimento in infrastrutture e in istruzione, e quindi tra i profili più ricercati si segnalano ingegneri, architetti, professori e traduttori. La crescita dell’economia sta spingendo molte aziende locali a proporre prodotti di qualità più elevata, per soddisfare una domanda interna sempre più esigente, e quindi è molto elevata anche la richiesta di manager con esperienza pluriennale e quadri specializzati nel settore del controllo di qualità dei prodotti e dei materiali. Per i lavoratori non qualificati le possibilità maggiori possono essere ricercate nella crescente diffusione di ristoranti italiani.

Link utili per ottenere ulteriori informazioni:

http://economia.panorama.it/lavoro/come-fare-per-trovare-lavoro-cina

http://www.aprireazienda.com/vivere-in-asia/lavorare-in-cina/

http://notizie.tiscali.it/socialnews/Tettamanti/8211/articoli/Vivere-e-lavorare-in-Cina-una-sfida-per-i-coraggiosi.html

http://www.arealavoro.org/lavoro-cina.htm.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +2 (from 2 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network di Finanza.com
L'euforia per la Trumponomics sembra scemare davanti ai primi scogli che sembrano difficili da super
  Al link che trovate di seguito, pubblico la presentazione fatta durante l'eve
L’ora legale sta per tornare. Come di consueto l'appuntamento con il cambio dell'ora è fissato pe
Indice EuroStoxx50 e Settore Bancario
Vi siete sempre chiesti come, in realtà, fosse il confronto (a livello di performance) tra:
No Ragazzi, non è un foto montaggio è una foto autentica, questo è Trump ieri in versione spett
Il FTSE Mib in apertura soffre la presenza di una resistenza di matrice dinamica, disegnata sul graf
Sono ormai anni che si discute di quali siano le responsabilità della moneta unica. Se non ci f
Ieri c’è stato l’incontro a Roma tra il ministro del Lavoro Poletti e i segretari generali di C