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Natale 2013 di crisi, ma resiste il rito del regalo

Scritto il alle 09:39 da Redazione Finanza.com

Sarà un Natale di crisi e molto probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo. E’ questa, secondo i risultati di un’indagine di Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche sul sentiment degli italiani, a distanza di un mese dalle festività natalizie la sensazione più diffusa tra le famiglie. Anche perché a pensarla così sono ben sette italiani su dieci, percentuale in crescita rispetto al 66,4% dell’anno scorso. E poi sono ancora tanti (2 su 3) coloro per i quali l’attuale contesto di crisi durerà per almeno altri due anni, così come è consistente la quota di chi si sente più povero rispetto allo scorso anno (oltre il 47%). Non stupisce, dunque, se risulta in leggero aumento la quota di chi quest’anno non farà acquisti (dal 13,7% al 14,2%), sebbene l’appuntamento con i regali di Natale resti per la stragrande maggioranza dei consumatori (l’86%) un “rito” irrinunciabile costituendo, per oltre la metà di essi, anche una spesa necessaria che si affronta con piacere.

 

Un nuovo Natale di crisi

In vista delle festività del 2013, cresce la percentuale degli italiani che ritengono che il prossimo Natale sarà certamente vissuto in maniera “molto dimessa“: sono il 69,3% contro il 66,4% registrato nello stesso periodo dodici mesi or sono. In un contesto di crisi economica generalizzata sette italiani ogni dieci, rileva Confcommercio, si preparano ad un nuovo Natale di crisi e neanche uno ogni dieci è disposto a credere che il prossimo Natale non sarà un Natale diverso dagli altri. Gli italiani del resto che pensano che quello del 2013 sia l’ultimo Natale di crisi non sono molti: il 20% circa la pensa in questo modo (1,1% ne è sicuro, il 19,5% lo ritiene probabile), ma il 68,6% degli italiani ritiene che “certamente” quello del 2013 non sarà l’ultimo Natale di crisi, altri ne seguiranno. Della crisi la maggior parte degli italiani non vede ancora la fine, o quanto meno non ne vede l’approssimarsi nel breve periodo. Quattro italiani ogni dieci ritengono che la crisi in atto perdurerà per oltre due anni ancora e, nel complesso, oltre il 60% degli intervistati non si aspetta la fine della crisi prima dei prossimi due anni. Meno del 5% degli italiani è dell’idea che la crisi in atto terminerà entro pochi mesi e poco meno del 15% ritiene che si protrarrà un altro anno ancora.

 

Propensione a fare gli acquisti per i regali di Natale

In un contesto del genere non stupisce che in vista delle prossime festività natalizie aumenti la percentuale degli italiani che dichiarano di “non” essere intenzionati a fare acquisti per i regali di Natale: erano il 13,7% nel mese di novembre del 2012, sono oggi il 14,2% coloro che non sono intenzionati a fare gli acquisti per i regali in vista del Natale 2013. La quasi totalità delle famiglie (l’85,8%) restano comunque intenzionate ad effettuare i regali (erano l’86,3% l’anno scorso). L’area di difficoltà cresce presso i consumatori più giovani, ossia presso coloro che hanno meno di 34 anni, presso i consumatori che risiedono nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bari, e presso i consumatori che risiedono nelle regioni del Nord-Est dal Friuli Venezia Giulia al Veneto, una volta vero e proprio locomotore dello sviluppo del paese, oggi alle prese con una crisi che da economica si sta velocemente trasformando in crisi sociale.

 

Nonostante la crisi non cambia però l’idea che gli italiani hanno del Natale

La contrazione che si annuncia ancora una volta, “ancora per quest’anno”, per gli acquisti per i regali di Natale, è l’effetto di ragioni diverse: la diminuita capacità di spesa degli italiani, la minore propensione ad effettuare acquisti in un periodo di crisi (calo della fiducia), ma non è l’effetto di un cambiamento del sentiment dei consumatori verso il Natale in sé, verso ciò che le festività rappresentano e festeggiano, verso la tradizione del regalo. Considerazione questa che forse rende ancora più amaro il senso della rinuncia che caratterizza il comportamento degli italiani. La percentuale dei consumatori che considera gli acquisti natalizi una “spesa necessaria e piacevole” resta in sostanza invariata rispetto al 2012, anzi è anche leggermene in aumento, essendo pari al 51,7% (2013) contro il precedente 49,0% che venne rilevato da Confcommercio nel 2012. A pensarla diversamente continua ad essere poco meno di un italiano ogni due, così come del resto era stato rilevato lo scorso anno e negli anni precedenti: il 30% circa dei consumatori ritiene gli acquisti per i regali di Natale una spesa “necessaria”, ma della quale farebbe volentieri a meno; il 17% circa ritiene gli acquisti per i regali di Natale una spesa del tutto inutile ma che comunque è costretto ad affrontare, ovvero: se gli fosse possibile probabilmente costoro non farebbero gli acquisti per i regali di Natale indipendentemente dal fatto che ci sia la crisi o meno.

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