Euro/dollaro: dopo Bce strada ribassista tracciata al di là di rimbalzi temporanei

Scritto il alle 12:07 da Redazione Finanza.com

“Giovedì scorso abbiamo assistito a una nuova puntata della guerra delle valute con un protagonista, la Bce, che ha deciso di scendere in campo dopo essere rimasto alla finestra mentre Federal Reserve e Bank of Japan indebolivano le rispettive monete”. Così esordisce Carlo Alberto de Casa, analista Forex e Commodity di ActivTrades. De Casa aveva visto giusto tre settimane fa nell’indicare l’area 1,3800 di euro/dollaro come un possibile interessante punto di ingresso al ribasso. In effetti il cambio non è andato molto più in là, fermandosi a 1,3832 senza avvicinarsi alla soglia degli 1,4000 che molti vedevano come possibile target. “La Bce un cambio sopra 1,3800 proprio non può digerirlo – prosegue de Casa -. La valuta unica troppo forte rischia di affossare la debole crescita dell’Eurozona”.

A ciò si è aggiunto il pessimo dato sull’inflazione: “Penso che sia stato decisivo il tasso di crescita dei prezzi al consumo allo 0,7% in ottobre, ben lontano dalla soglia del 2% gradita alla Bce”. Per il cambio euro/dollaro l’intervento si è tradotto in un arretramento di due figure circa, da 1,3500 a 1,3300. “Allo stato attuale – riprende l’analista – non vedo come l’euro potrebbe risalire, al di là di temporanei rimbalzi. Anche perché dall’altra parte dell’Oceano abbiamo gli Stati Uniti che continuano a rilasciare dati economici positivi nonostante lo shutdown di ottobre. Esistono possibilità concrete di vedere il cambio a 1,3200 e addirittura a 1,3000 entro la fine dell’anno”. D’altronde la Bce non ha ancora terminato il suo lavoro: “Mi ha stupito l’aggressività di Draghi quando nella conferenza stampa dopo la riunione ha detto che non era ancora finita. Non so cosa stia pensando di fare il governatore della Bce anche se al momento ha escluso l’arrivo di nuovi Ltro, il che spiega la controreazione dei mercati azionari dopo l’iniziale movimento al rialzo. Nel breve periodo mi aspetto che l’euro, dopo aver raggiunto il target a 1,3380 contro il dollaro, possa arretrare fino a 1,3260 e successivamente esiste spazio fino a 1,3100/3150”.

Il tutto al netto di possibili rimbalzi utili a scaricare gli oscillatori: “Credo potremmo assistere a recuperi di una figura o qualche cosa di più, dopodiché la valuta unica è destinata a scendere ancora” spiega De Casa che, tornando a guardare agli Stati Uniti spiega che “la questione tapering al momento non è tanto quando inizierà ma quanto aggressiva sarà la riduzione degli acquisti di asset da parte della Federal Reserve. Dopo gli ultimi dati sul mercato del lavoro è concreta la possibilità che si possa avere un primo taglio già a dicembre, in questo caso magari più leggero o a gennaio/febbraio con un’entità maggiore che potrebbe essere intorno ai 18-20 miliardi di dollari, la cifra preventivata dai mercati nel momento in cui si è iniziato a parlare di tapering”. Non è solo l’euro/dollaro ad avere il destino segnato in questo momento. La consuetudine dei mercati vuole che a un rafforzamento del dollaro faccia da contraltare un indebolimento dell’oro. Così è stato ancora una volta: “Il recupero del dollaro ha messo fine al rimbalzo dell’oro e confermato l’impostazione ribassista. Il target per il metallo giallo è a quota 1.270 dollari ma esiste spazio fino a 1.220/30. Sarà difficile, tuttavia, rivederlo sui minimi in area 1.180 dollari come d’altronde si può escludere al momento un ritorno sopra 1.480” conclude de Casa che con ActivTrades è impegnato nel Trading tour, una serie di incontri e seminari gratuiti che toccheranno varie città in Italia.

Gli ultimi appuntamenti sono previsti a Bari e Napoli il 5 e 6 dicembre dopodiché il tour, al quale è possibile iscriversi gratuitamente sul sito di ActivTrades, riprenderà nel 2014 partendo da Palermo e Catania per risalire l’Italia.

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