Birra: le tasse rendono più amara la bionda, tutti i numeri del settore in Italia

Scritto il alle 16:13 da Redazione Finanza.com

Gli italiani che la consumano abitualmente sono circa 35 milioni ma la bionda più amata di tutte rischia di diventare estremamente amara. La colpa? L’aumento delle accise sulla birra. Dopo il rincaro scattato in ottobre, ora sono previsti altri due balzelli: uno a gennaio 2014 e l’altro a gennaio 2015. L’allarme è stato lanciato più volte da Assobirra, l’associazione italiana degli industriali della birra e del malto. Il rincaro di ottobre ha fatto lievitare le tasse da 2,33 a 2,66 euro per ettolitro, mentre all’inizio del prossimo anno si arriverà a 2,70 euro per ettolitro. L’aumento delle tasse dovrebbe portare ad un aumento sul prezzo di circa dieci centesimi a bottiglia, con un calo dei consumi stimato tra il 5% e il 6%.

Da ricordare inoltre, come già scritto dal settimanale “Panorama” a settembre, che l’Italia è uno dei Paesi europei con la maggiore pressione tributaria sulla birra, arrivando a sfiorare un +300% rispetto ad altri Paesi grandi consumatori del Vecchio Continente. L’accisa sulla bionda negli ultimi sette anni è aumentata di circa il 30%: un rincaro pesante che rischia di mettere in ginocchio un settore che in Italia vede coinvolti oltre 144 mila posti di lavoro complessivi fra diretti, indiretti e indotto allargato.

Sempre Assobirra ha calcolato che attualmente per una serata in pizzeria con il classico binomio pizza + birra si spendono circa 15 euro: 2 o 3 euro vanno allo Stato e di questi destinati all’erario il 75% gravano sulla birra. Numeri importanti che hanno fatto allarmare l’associazione dei produttori soprattutto dopo che nel primo semestre del 2013 i consumi hanno subito una flessione del 3%.

Le preoccupazioni non finiscono qui. Le accise sono solo una componente delle tasse statali, visto che a queste bisogna aggiungere anche l’incremento dell’Iva scattato ad inizio ottobre. In più, c’è da considerare che si potrebbe assistere ad un ulteriore aumento della birra dovuto al fatto che molte delle materie prime necessarie per la sua produzione sono importate dall’estero. L’aumento del costo del carburante e del relativo trasporto potrebbe aggravare ancora di più la situazione.

Il settore della birra in Italia (dati di Assobirra):

13.482.000 gli ettolitri prodotti in Italia nel 2012

1.990.000 gli ettolitri esportati nel 2012

17.636.000 gli ettolitri di birra commercializzati in Italia nel 2012 (-0,4%)

Oltre 144.000 posti di lavoro complessivi, fra diretti, indiretti e indotto allargato

Oltre 500 unità produttive, fra impianti industriali (14), malterie (2) e micro birrifici (oltre 500)

Oltre 4.000.000.000 di euro di entrate annue per lo Stato (tra Iva, accise, contributi, ecc.)

484.000.000 di euro di sole accise incassate dallo Stato italiano (+4,3% sul 2011)

1.000.000.000 di euro investiti ogni anno in Italia nell’acquisto di beni e servizi

29,5 (-1%) litri di birra procapite bevuti in Italia nel 2012 (variazione su 2011)

71,5 (-4,2%) litri di birra procapite bevuti in Europa nel 2012 (variazione su 2011)

41% la birra venduta in Italia nel mercato “fuori casa”

59% la birra distribuita in Italia nella GDO e nell’alimentare tradizionale

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