IMU: Roma paga il doppio di Milano. La classifica delle città più colpite

Scritto il alle 10:46 da Redazione Finanza.com

E’ stata la stangata di fine anno, la tassa che piu’ di tutte ha rappresentato le pluri propagandate lacrime e sangue dei sacrifici da fare per gli italiani per salvare il nostro Paese. Ma é anche, croce e delizia quindi, il cavallo di battaglia di queste nuove elezioni politiche; tutti i candidati ne parlano, tutti la vogliono modificare, qualcuno addirittura la vorrebbe rimborsare, dimenticandosi purtroppo che, un paio di mesi prima appena, era stata approvata in parlamento, praticamente all’unanimità di qualsiasi schieramento politico.

Ma, mettendo da parte (sic) la campagna elettorale, il ministero dell’economia gongola con i 23,7 miliardi di euro incassati per mezzo dell’IMU. 1,2 in piu’ rispetto il previsto; 4 miliardi di questi provengono dal gettito derivante dalla prima casa (l’ex ICI abolita dall’ultimo governo Berlusconi).
Analizzando in dettaglio i dati forniti in questi giorni dal ministero del tesoro (“www.tesoro.it/primo-piano/documenti/Bozza_documento_IMU_rev.pdf), sono parecchie le curiosità che saltano all’occhio, anche se molte, a dire il vero, erano abbastanza prevedibili, come ha avuto modo di dire in fase di conferenza stampa il sottosegretario all’economia Vieri Ceriani: “Gli importi più alti si registrano nella 4-5 città più grandi con gli importi medi più elevati e nei grandi insediamenti industriali”. E, difatti, gli incassi medi più elevati si sono avuti in quei comuni con attività produttive di un certo rilievo (grossi aeroporti, centrali di conversione energetica, grandi fabbriche o centri di estrazioni mineraria) e in caso di rinomate città turistiche.
Circa duemila euro di gettito medio hanno infatti garantito la zona dell’aeroporto di Bergamo e quella della centrale Enel di Montalto di Castro.
Portofino, in proposito, ha il poco felice primato di città ‘piu’ tassata’ dall’IMU, con oltre 1000 euro di esborso come media. Capri, Forte dei Marmi e Courmayer, altre località a forte vocazione turistica, seguono con distacco, con una media di 600 euro.
Ragionando invece sui grandi numeri ed analizzando l’importo assoluto sborsato, la capitale Roma, per via della sua popolazione milionaria, é ovviamente salda in testa, con 2,1 miliardi di euro pagati. A seguito, ma con distacco, le altre città metropolitane: Milano, Torino, Genova e Napoli.
Roma batte tutti (esclusa Siena, con 567 euro di media) anche considerando i singoli dati delle città e dei paesi considerati ‘normali’: un Romano ha infatti pagato sulla sua prima casa una media di 537 euro. Ha inciso comunque su questo triste primato il fatto che la capitale abbia le rendite castali tra le piu’ alte d”Italia, e per aver subito per scelta dell’amministrazione un eccessivo aumento dell’aliquota (il comune di Roma é fortemente indebitato).
Tra le grandi città, Genova paga 372 euro, Napoli 368, Milano 292 e Torino 200. In queste città le amministrazioni hanno per l’appunto deciso di fare i bravi con le aliquote, casse permettendo.
Zarfaliu, piccolo comune in provincia di Oristano, chiude infine la classifica degli importi pagati, con una media di 16 euro. Da notare che, ad ogni modo, per gli oltre mille comuni italiani sotto i 5 mila abitanti, si sia pagato un importo medio minore di 100 euro.
Concludiamo, con una osservazione positiva: le imprese, nonostante tutto, sono state il ‘primo cittadino’ in assoluto per soldi usciti: solamente con loro lo Stato ha difatti incassato 6,3 miliardi di euro, divisi per circa 700 mila aziende. Niente male per chi é spesso accusato di evasione fiscale e di non pagare le tasse.
Nessuna fuga dall’IMU quindi; gli Italiani hanno capito che il sacrificio andava fatto.
Sapranno i politici farne buon uso?

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