Redditometro: sotto l’Occhio del fisco siamo tutti sorvegliati speciali

Scritto il alle 16:13 da Redazione Finanza.com

Sono stati chiamati gli 007 del fisco, ma, se vogliamo restare nella filmografia, gli agenti che saranno sguinzagliati alla caccia delle spese incoerenti degli italiani somigliano piuttosto alle creature oscure al servizio del Grande Occhio di Sauron, il Signore degli Anelli. Finchè nessun movimento sospetto attirerà l’attenzione dell’Occhio del fisco, tutto sarà tranquillo, e ognuno, da bravo Hobbit, potrà continuare a godersi la vita indisturbato – crisi permettendo – nella propria Contea.

 Ma non appena scatterà una spesa rilevante (casa nuova? Auto nuova? Nuovo investimento finanziario?), l’inquietante faro del fisco si punterà con precisione proprio addosso all’incauto spendaccione, al quale gli agenti applicheranno subito lo strumento del Redditometro, e non con modalità adattate alla persona, ma con parametri predefiniti tratti dalle statistiche ufficiali o dai dati anagrafici, preferibilmente corretti per eccesso. In particolare esiste una tabella (vedi sotto), compilata dal Fisco sulla base di dati ufficiali, che definisce con precisione quale sia la spesa “ragionevole” in ogni categoria possibile di spesa e per ogni nucleo familiare possibile e immaginabile in Italia.

Nel caso il Redditometro segnali uno sforamento dalle soglie fissate in questa tabella, in particolare una incoerenza tra le spese della persona (non più solo la spesa singola che ha causato l’allarme, ma tutte quelle effettuate nel corso dell’anno) e i suoi redditi eccedente il 20%, il malcapitato pagherà le sue mani bucate con una poco simpatica convocazione al cospetto delle autorità fiscali italiane, le quali col pieno favore della legge appena entrata in vigore si sentiranno in pieno diritto di chiedere tutti i dettagli di tutte le spese fatte e di tutti i redditi percepiti, come si trattasse di orrendi delitti.

 Il cittadino di 45 anni ha acquistato una casetta da 100mila euro senza mutuo, ma, precario cronico, percepisce solo 10 mila euro di stipendio annui?

“Dimostri come si è procurato i liquidi!”, ingiunge l’emissario del fisco.

“Coi risparmi sul mio conto arrivavo solo a 95mila euro, poi mia madre, mia zia e i miei 3 fratelli mi hanno donato mille euro ciascuno, in contanti”, lo sventurato risponde.

“Giusto”, risponde l’agente, frugando nel conto corrente. “Vedo un versamento di 5 mila euro. Ma può provarmi che fosse la somma di cinque regali?”.

“No, signore purtroppo non ho chiesto ai miei parenti la ricevuta per i loro regali…” sospira il cittadino. “Ma le regalie non sono esentasse?” domanda poi. “Perché dovrei documentarle?”.

“Qui le domande le facciamo noi”, taglia corto l’agente. “Mi dica piuttosto come fa, col suo stipendio, a permettersi un fitto figurativo di 800 euro al mese”.

“Prego?”

Il fitto figurativo! Secondo i dati del suo Comune, l’affitto per una casa come la sua sarebbe di 800 euro al mese. Come può giustificare una simile spesa, lei che ne guadagna appena 833 mensili?”.

“Ma signore, la casa è mia…io non pago nessun affitto!”

“Ovvio che non paga, è figurativo!” si spazientisce l’agente. “E poi”, continua, “Vedo che si è sposato e ha trascorso un dispendioso viaggio di nozze in Messico. Come ha potuto permettersi le spese del matrimonio e del viaggio col suo stipendio?”.

“Sa”, risponde il tremante cittadino, “ho messo da parte anni fa per le emergenze una grossa borsa di studio vinta all’università”.

“Può presentarmi l’estratto conto da cui risulta il versamento?”, si sente chiedere.

“Signore, ho finito l’università oltre vent’anni fa…” azzarda il cittadino.

“Va bene”, concede il magnanimo agente. “Del resto chiediamo solo documenti vecchi di quattro anni. Ma la sua non è una spiegazione sufficiente”.

“Io risparmio molto”, ci riprova il cittadino, ormai sull’orlo di una crisi. “Mangio pochissimo, non fumo, non bevo, non ho uno smartphone, non ho la macchina, mi taglio i capelli da solo, non frequento ristoranti, uso gli stessi vestiti da anni, la mia spesa mensile è ridotta all’osso…”. “Questo non è rilevante”, risponde l’implacabile agente, “Lei è padre di famiglia con un figlio e vive al nord, secondo i dati Istat lei spende più di 1400 euro al mese per tutte queste cose. E non ha facoltà di dimostrarmi che la sua spesa è inferiore”.

“…”

 A questo punto lascio il 45enne precario al suo destino, e mi faccio una serie di domande. E’ proprio vero, con la nuova legge sul redditometro, che “se uno non è un evasore non ha da temere”? O non è che piuttosto questa misura, nata con l’ottima intenzione di stanare i grossi “furbetti”, finirà solo per procurare immensi fastidi ai pesci piccoli, che si tradurranno in un moltiplicarsi infinito di pratiche aperte con conseguente aumento della spesa pubblica che ricadrà ancora una volta sui contribuenti? E, mi chiedo, di tutte queste pratiche quanti saranno i “colpi grossi”, e quale sarà la loro incidenza sulla spesa affrontata per metterli a segno? Non c’erano altri modi più efficienti per stanare l’evasione?

E infine, mi domando: che diritto ha lo Stato di far sentire non dico chi ha la coscienza sporca, ma anche il normale cittadino, un sorvegliato speciale? Di costringere tutti a vivere nel terrore di un controllo, provocando una mania ossessivo-compulsiva  di massa di conservare ogni più piccolo pezzetto di carta per quattro anni? Di imporre per legge un tetto massimo di spesa da non sforare, pena una fastidiosa resa dei conti, senza riconoscere a ciascuno il diritto di usare liberamente il proprio reddito – grande o piccolo che sia – per le spese che preferisce? Dove sono finiti il rispetto della libertà individuale e della proprietà sanciti dalla Costituzione?

Floriana Liuni

 NB: può essere benissimo che l’interpretazione del redditometro contenuta in questo post sia un tantino estrema e magari non del tutto corretta. Nel qual caso, se qualcuno che ne sa di più vorrà dire la sua per illuminarci meglio sarà il benvenuto.

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7 commenti Commenta
dfumagalli
Scritto il 11 gennaio 2013 at 19:49

Il redditometro: un piccolo passo per un uomo, un grande passo verso la Repubblica Socialista Sovietica Italiana.

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il cauto
Scritto il 11 gennaio 2013 at 20:11

L’interpretazione espressa nell’articolo è forse (e dico forse) un po’ estrema ma abbastanza attendibile. Spero di sbagliarmi.

Una precisazione: il fitto figurativo va calcolato solo in assenza, nel comune di residenza, di:
– abitazione in proprietà, o altro diritto reale;
– locazione;
– abitazione in uso gratuito da familiare.
Questo è ciò che è scritto nella Tabella A allegata al decreto. Quindi, in caso di abitazione di proprietà, il fitto figurativo non entra nel reddito presunto (sarebbe kafkiano).
Se il proprietario ha contratto un mutuo, di certo le rate pagate nell’anno concorrono alla formazione del reddito presunto da redditometro.
Per chi abita in casa presa in locazione. i canoni pagati concorrono anch’essi alla formazione del reddito presunto da redditometro.

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andrea4891
Scritto il 11 gennaio 2013 at 20:13

“interpretazione del redditometro un tantino estrema” ??!!

con questo redditometro risulteranno congrui solo quelli che guadagnano a palate e portano i soldi a Dubai

Befera non dimentichi che non tutti guadagnano come lui e Mastrapasqua … Monti ci ha ridotto sul lastrico … ora dopo il danno anche la beffa !!

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rjw
Scritto il 11 gennaio 2013 at 23:20

60 di spese mensili per l’asilo…io ne pago 420…
22 euro al mese di riscaldamento? Ma nemmeno con i termosifoni spenti. Mi dove li hanno presi questi dati, o meglio, ditemi cosa bisogna fare per spendere cosí poco!

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robert06
Scritto il 12 gennaio 2013 at 08:16

Scusate la domanda:

vivo al nord con 2 figli spese per acqusti di telefonia quasi 7 euro :!::!::!::!::!::!:

Quando me lo compro l’iphone :?::?::?::?::?::?:

tutti quelli che lo hanno sono incalliti evasori fiscali allora :?::?::?::?::?::?:

attendo lumi per capire

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Scritto il 12 gennaio 2013 at 23:19

robert06@finanzaonline,

Guarda con il micro credito che ti caricano sulle bollette ormai l’iPhone pure i bambini l’hanno

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sapomalo
Scritto il 12 marzo 2014 at 16:11

Beh io sono stato accertato (col vecchio redditometro) per 1400€ (MILLEQUATTROCENTO!) (di cui ho giustificativo che però all’Agenzia delle Entrate NON hanno voluto vedere). Ho vinto il primo grado per il 2007, ma fino alla sentenza definitiva mi tocca pagare i ricorsi, gli avvocati ecc.ecc (ed ho tracciabilità di TUTTE LE SPESE che per altro non mi contestano). MANCO IN RUSSIA!!!

La realtà è che quei ****** dell’Agenzia delle Entrate accertano i poveracci perchè sanno che con i grandi non c’è trippa e vanno avanti per mantenere il loro posticino pubblico ben pagato, avere i bonus, gli avanzamenti di carriera ecc.ecc. E NESSUNO LI FERMA!

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